SA MATESSI DIE – 16 dicembre 1916
Al cinema esce “Cenere” della Deledda, la divina Eleonora Duse sarà la protagonista

L’arte del secolo, il cinema, quella che chiamano “la decima musa” ci prova anche con Grazia Deledda.
La scrittrice sarda è divenuta molto popolare, e si pensa che trasponendo un suo romanzo nel grande schermo questo inevitabilmente diverrà un grande successo.
L’iniziativa è di Febo Mari, regista insieme ad Arturo Ambrosio. La scelta cade su Cenere, un romanzo del 1904.
Per la pellicola scelgono l’attrice di teatro più famosa d’Italia: Eleonora Duse che per quanto anziana, e neanche avvezza al linguaggio del cinema, farà un’interpretazione ritenuta sublime.
L’attrice divina, volle interpretare e co-produrre quel film perché tratto dal romanzo da quella che lei riteneva una grande artista cioè Grazia Deledda.
Inoltre attratta in quegli anni dalla figura della “madre”, Eleonora Duse, scorge nel romanzo della Deledda e nella sua ambientazione, la Sardegna rurale del secolo scorso, lo scenario ideale per far emergere quei sentimenti primordiali ed eterni legati all’amore che lega una madre ai suoi figli e che travalica ogni umano accadimento, fino alla fine.
La pellicola, girata nell’agosto 1916, registra così l’unica interpretazione cinematografica della grande attrice.
Naturalmente si tratta di un film muto ed è ambientato a Fonni, ma la casa di produzione torinese Ambrosio, per contenere i costi, fece girare gli esterni “sardi” tra Ala di Stura e Balme nelle vicine Valli di Lanzo.
TRAMA
Rosalia Derios partorisce un figlio illegittimo, Anania. Essendo povera, lo affida al padre naturale e a sua moglie. Anania studia e ha buone prospettive per il suo futuro. Fattosi adulto, egli si fidanza con l’amica di infanzia Margherita ma cercherà di rintracciare Rosalia con l’aiuto della madre adottiva, nel frattempo diventata vedova. Scoperto lo stato di indigenza di Rosalia, le promette che chiederà alla sua futura sposa di accoglierla sotto lo stesso tetto. Margherita però rifiuta. Avendo appreso ciò, Rosalia si rassegna al suo destino di solitudine e si uccide, senza sapere che il figlio è disposto a lasciare la fidanzata per restare con lei.
Fonti:
Wikipedia
A. Brigaglia, Cronologia della Sardegna
Video del film, (durata 37 minuti)
