I CAPI DELL’ESERCITO ITALIANO A PROCESSO PER DISASTRO AMBIENTALE
Non so come finirà ma che i vertici dell’Esercito italiano siano chiamati a rispondere di disastro ambientale in Sardegna

rende giustizia alla mobilitazione di tante e tanti che negli anni, da fronti e con strumenti diversi, si sono spesi e si spendono per difendere la dignità dei sardi, il valore del nostro paesaggio, le potenzialità economiche (alternative e sostenibili) dei territori, la cura ambientale e sociale del pianeta.
Comunque vada il processo che si aprirà, e qualunque valutazione ideologica e giuridica si dia delle esercitazioni militari, resta un dato inoppugnabile: la quantità di territori sottratti (60%) e bombe esplose (80%) in Sardegna è illegale, se è vero come è vero che stando alle stesse leggi italiane (e al buon senso che dovrebbe muovere una comunità) servitù e bombardamenti andrebbero distribuiti proporzionalmente sul territorio statale. Peccato che l’estensione della Sardegna corrisponda a solo l’8% del territorio dello Stato italiano!
Il che testimonia l’immoralità di quanto avviene nella nostra terra e che quando si tratta della Sardegna non vale il senso di “comunità e solidarietà nazionale”, perché la Sardegna è una terra altra, distinta, che si può sfruttare o sacrificare. Quantomeno fin quando i sardi non la smetteranno di pensare che ciò sia giusto, utile o che non ci sia alternativa.
A innantis! ![]()
Franciscu Sedda
