DAL TRAUMA ALLA TRADIZIONE
O se preferite, da Lussu e Bellieni a Cabiddu e Atzeni.

O ancora, dalla “nazione abortiva e fallita” a *Sonos ‘e memoria* e *Passavamo sulla terra leggeri*.
È questo il percorso della coscienza dei sardi fra 1919 e 1996 che Franciscu Sedda, traccia in un saggio scritto per il volume “Creazioni identitarie. Arte, cinema e musica in Sardegna dal secondo dopoguerra ad oggi”.
Curato da Paolo Dal Molin, docente di Musicologia e storia della musica del Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’università di Cagliari, l’opera, nelle sue 500 pagine, raccoglie decine di voci di studiosi e protagonisti.
“Felice di aver potuto portare un contributo di inquadramento semiopolitico alle vicende della cultura sarda degli ultimi 100 anni”
