COLONIZZAZIONE ENERGETICA E DISCONTINUITÀ TERRITORIALE: PER I SARDEGNOLI UN BEL PACCO NATALIZIO
Natale si avvicina e i nostri rappresentanti sardi non vedono l’ora di portarci dei bei pacchi regalo.

Sull’arrembaggio del vento, del sole e del territorio sardo, la Giunta Solinas per bocca dell’assessora Anita Pili dice che la Sardegna non si è mai sottratta né si sottrarrà al “principio di solidarietà energetica”.
Principio tanto fantomatico quanto ipocrita, dato che nasconde una semplice e brutale verità: la Sardegna – come mostra l’ineccepibile intervento di Giùliu Crechi per A innantis – continuerà a produrre energia in eccesso per il bene dell’Italia, senza neanche la parvenza di un qualche vantaggio in cambio.
L’importante, dice l’Assessora, è che la spoliazione energetica venga decisa con le comunità e che non si deturpi troppo il paesaggio. Come se dovessimo già dare per buono che siamo condannati a rinunciare a qualunque sovranità sulle nostre risorse e strategie energetiche, e sulle conseguenti ricchezze.
Ovviamente Solinas, Pili e compagnia nascondono il tutto, come sempre hanno fatto, dietro qualche innocuo urlo contro il “governo”, qualunque esso sia. Purché agli ingenui sembri che si stanno arrendendo con dignità.
Persino un fedelissimo servitore dell’Italia come Renato Schifani, oggi governatore siciliano, è riuscito a fare meglio di loro, degli sgangherati sardisti-autonomisti nostrani: sul tema dell’isolamento aereo della sua terra durante Natale invece di urlare a vuoto ha prospettato un ricorso all’Antitrust che ha fatto il giro dei media. E fatto tremare il governo.
Nel mentre in Sardegna il presidente Solinas tace, come ha fatto nei lunghi mesi da Assessore ai Trasporti ad interim. Il neo assessore Moro invece tratta, dando per risolto il problema mentre i biglietti sono ancora introvabili.
Ma la palma va al deputato fratelloditalia Deidda che dalle pagine de La Nuova riesce addirittura a ringraziare le compagnie ITA e Volotea per lo sforzo che stanno facendo (quale!?) e a giustificare la povera “start up” ITA. Insomma, con perfetta logica italiota l’ipotetica “compagnia di bandiera” va comunque difesa anche se isola i sardi, gli emigrati e affossa il turismo.
Ma del resto, bisogna capirlo, per il deputato i posti sono garantiti. E se va male si possono sempre spendere 400 euro.
Con tanti cari auguri ai fratelli e alle sorelle sardegnole, a cui la politica sarditaliana anche per questo Natale ha preparato il pacco.
A innantis! (amarolla) ![]()
Franciscu Sedda
