Giornate di lavoro e di incontri importanti, momenti di rinforzo della nostra amicizia e di scambio con tanti sardi e sarde

Giornate in cui cerchiamo di costruire in maniera sempre più credibile un indipendentismo fatto di competenze e propositività .
Domenica noi di A innantis! abbiamo partecipato al dibattito a Macomer sul futuro per le politiche giovanili in Sardegna.
Un dibattito che ha emozionato per la quantitĆ di ragazzi delle consulte presenti e per la varietĆ delle persone presenti.
Si ĆØ parlato dei pilastri su cui deve basarsi la stesura di una legge per le politiche giovanili e le modalitĆ di rappresentanza per i giovani in Sardegna, anche tramite lāistituzionalizzazione delle consulte giovanili e il loro coordinamento.
Noi abbiamo voluto contribuire mettendo a fuoco due problemi: il 37% di abbandono scolastico tra noi giovani ( la somma tra chi ha lasciato prematuramente gli studi e di chi non raggiunge i livelli minimi di competenze pur avendo finito le scuole) e il tasso di nascite 0,95 per donna, in Sardegna cāĆØ meno di un figlio per donna.
Abbiamo portato anche due soluzioni però: se le consulte vorranno continuare a rappresentare giovani dobbiamo assicurare che essi possano trovare possibilità di realizzarsi in Sardegna e che le giovani coppie possano mettere su famiglia.
Per questo serve una scuola sarda che metta al centro la storia, la cultura, la lingua e lāeconomia della nostra isola. Per andare a far capire ai giovani quale posto occupano nel mondo, quali problemi li circondano e come possono formarsi per poter poter proddurre ricchezze nella nostra isola.
Altrimenti vincerĆ la rassegnazione e la povertĆ immaginativa.
Il problema della natalitĆ ĆØ consecutivo al problema giovanile ed una vera soluzione sarebbe mettere a sistema i provvedimenti giĆ esistenti a sostegno delle famiglie con un Agenzia Sarda per la Famiglia, che faccia sentire i giovani sostenuti nella scelta di mettere al mondo nuovi sardi.
Speriamo di poter contribuire a questo progetto con queste due direzioni, perchĆØ solo se garantiamo consapevolezza, coscienza natzionale e certezza di poter avere un futuro qua allora si che potremmo davvero avere gli strumenti per salvare questa terra
Anita Deplano, Francesco Ledda e Danilo Melis.
A innantis!![]()
