Fa piacere pensare che (forse) voleremo un domani con gli aerei di Air Corsica, come è stato prospettato ieri, in un incontro fra il Governo Corso e quello Sardo

Vale però la pena domandarsi ancora una volta come è possibile che una popolazione di 1.600.000 abitanti, per di più autonoma, si trovi a dover chiedere aiuto per volare ad un’isola di 340.000 abitanti, che ha una sua compagnia pur non avendo nemmeno una briciola di potere legislativo.
La risposta è semplicemente che la Corsica (o se preferite, la maggioranza dei corsi che votano) ha la coscienza di essere una nazione diversa dalla Francia e nel tempo ha fatto valere questa diversità, affermando i diritti e gli interessi che ne conseguono. Al di là dei metodi usati prima del 2000 – che personalmente non condivido, per principio e perché hanno causato danni e lutti all’interno dello stesso movimento nazionale corso – resta il fatto che da quasi 10 anni la Corsica esprime dei governi che con i mezzi della politica e del dialogo rispondono solo al popolo corso; dei governi che pur non avendo quel poco di poteri che abbiamo noi sardi si sono fatti valere per la propria gente.
La Sardegna (o se preferite, la maggioranza dei sardi che votano) invece si sente una regione periferica di quella nazione chiamata Italia. Di conseguenza la politica nostrana (e con questo intendo sia i partiti che gli elettori) da decenni e con poche eccezioni ragiona secondo lo schema secondo cui in Sardegna non si può fare nulla, perché tutto si fa e si deve fare “a livello nazionale”. Addirittura in Sardegna si pensa che la massima aspirazione dei sardi è fare in modo che in Italia si accorgano di noi e siano contenti di quanto siamo servizievoli e fedeli. Perché così, magari, ci ricompenseranno e aiuteranno. Di qui la tendenza a votare l’ultimo partito di moda nella Penisola.
Così si spiega perché alla fine – davanti al disastro della (dis)continuità territoriale nostrana – i sardi devono andare a chiedere aiuto ai corsi.
Insieme agli aerei non sarebbe male se i sardi tornassero dalla Corsica con un pò di consapevolezza che a comportarsi da natzione ci si guadagna.
A innantis!
Franciscu Sedda
