Piccole buone notizie economiche per chi crede che il futuro della Sardegna sia nell’agroalimentare, nell’artigianato, nella creatività.
Certo, non bastano a compensare altre perdite.

Soprattuto se nel mentre non si riesce a formare e a impiegare giovani sardi invece che vederli andar via; se i costi dell’energia e del denaro, la burocrazia e la fiscalità, strozzano l’impresa, tengono bassi i salari dei lavoratori, bruciano i redditi delle famiglie.
Ma che la qualità dei prodotti sardi sia alta e venga apprezzata nel mondo è sempre più evidente.
È importante che impariamo a rinoscerlo (e a investirci, anche come consumatori) proprio in Sardegna, che rimane il primo mercato da conquistare.
Anche perché sarebbe una grave perdita se le nostre eccellenze fossero per tutti tranne che per noi.
A innantis! ![]()
