INDIPENDENTISMO IN GROENLANDIA
Per chi oggi si sintonizza sulle elezioni in Groenlandia.
Nella stampa italiana leggerete della vittoria “a sorpresa” dell’indipendentismo.
Non c’è nessuna sorpresa.
Dei 6 partiti che esistono in Groenlandia, 5 sono indipendentisti!!!
Erano indipendentisti quelli che governavano fino a ieri, sono indipendentisti quelli che hanno vinto oggi.
Quello che cambia sono i tempi e i modi dell’indipendenza che ciascun partito propone (chi immediata e chi graduale); sono le posizioni ideologiche (sinistra, centrosinistra, centro, centrodestra) dei diversi partiti indipendentisti; sono i posizionamenti geopolitici (più favorevoli a restare agganciati all’Europa, più interessati a trattare con gli USA ecc.); sono fattori legati a specifiche questioni interne alla società groenlandese.
Ha vinto Demokraatik, un partito di centrodestra (social-liberale, così si definisce) che inizialmente era per l’unità con la Danimarca e oggi parla di una indipendenza graduale da raggiungere attraverso un processo di crescente autodeterminazione. Ha raddoppiato i voti arrivando secondo Naleraq, un partito che chiede l’indipendenza immediata e che viene classificato come centrista-populista e vede positivamente una maggiore cooperazione con gli USA. È arrivato terzo il partito che guidava il governo uscente Inuit Ataqatigiit, che è un partito indipendentista di centrosinistra e ambientalista, a suo tempo critico della partecipazione della Groenlandia all’allora CEE.
Insomma, non fatevi sorprendere dai titoli all’italiana, che avendo l’orticaria per il tema dell’indipendenza delle nazioni senza Stato devono sempre dare l’idea che dalle altre parti c’è gente che d’improvviso si sveglia e gli prende di voler essere indipendente.
A innantis! ![]()
