
Per troppo tempo l’idea dell’autodeterminazione dei popoli, della loro indipedenza, è stata accusata di fomentare sotterraneamente la violenza quando non è stata apertamente associata al terrorismo. È stata banalizzata come idea rabbiosa o egoista, basata sull’odio o il risentimento verso altri.
Noi come sardi, come indipendentisti, come esseri umani, viaggiamo in direzione completamente opposta: è il principio della non-violenza che abbiamo scelto come principio guida per raggiungere il nostro fine, la nascita di una Repubblica Sarda.
Essere non violenti non significa semplicemente ripudiare la violenza come strumento di lotta politica ma anche come modo di relazionarsi con ciò che ci sta attorno: significa vivere PER qualcosa invece di vivere CONTRO qualcuno.
Significa non demolire ma cercare di costruire alternative e futuro.
Significa non passare il tempo a lamentarsi a spendere ogni energia per ingegnarsi.
Significa non arrendersi alla rassegnazione e al fatalismo ma produrre innovazione e proposte concrete capaci di ridare speranza.
Significa smetterla di parlare dell’unità che manca per generare per davvero occasioni di condivisione e solidarietà , che facciano la differenza e ci facciano entrare in un nuovo tempo.
Gli strumenti della bellezza, della creatività , della cultura, della partecipazione cosciente e condivisa sono i fattori che davvero porteranno un cambiamento profondo per la nostra isola e un orizzonte di felicità per la nostra gente.
A innantis!
