LA TRATTA SANTA TERESA – BONIFACIO DEVE ESSERE EQUIPARATA A UNA TRATTA NAZIONALE
Che una tratta navale internazionale sia diversa da una nazionale, e dunque debba rispondere a regole diverse, sembra un fatto di assoluto buon senso.
Ma che dire se la tratta ĆØ di sole 9 miglia e serve ad un unire due piccoli porti che il ābuon sensoā di cui sopra definirebbe ālocaliā, come quelli di Santa Teresa e Bonifacio, che quasi si guardano negli occhi?
Qui la regola mostra tutta la sua arbitrarietĆ : obbliga ad avere su navi piccole, adatte a porti con bassi fondali, standard più alti di quelli di tratte ben più lunghe e complesse (ad esempio Cagliari-Genova o Ajaccio-Marsiglia) solo perchĆØ queste seconde sono ānazionaliā.
E cosƬ diventa impossibile trovare sul mercato navi āinternazionaliā per coprire una tratta ālocaleā.
E garantire la continuitĆ del servizio fra Santa Teresa e Bonifacio ĆØ diventato praticamente impossibile.
Con effetti nefasti sul commercio, il lavoro, il turismo, gli scambi umani.
Lāho raccontata semplice per capire il cuore della vicenda.
A guardarci dentro tecnicamente ci sono giungle di sigle e regolamenti. Che vi risparmio.
Il punto decisivo ĆØ che Sardegna e Corsica sono andate insieme a Nizza, al Tavolo del Quirinale, e hanno detto ai Ministri degli Esteri di Italia e Francia che la tratta Santa Teresa – Bonifacio deve essere equiparata a una tratta nazionale.
Ne va delle connessioni economiche e culturali dei due popoli.
Nel tavolo tecnico lāAssessora Barbara Manca, intervenendo in qualitĆ di rappresentante politica della RAS, ha dettagliato i passaggi tecnici per arrivare al risultato.
E ha ricordato che questa declassificazione non impatta in alcun modo sugli standard di sicurezza nĆØ in mare nĆØ a terra.
Anzi. Aprendo la tratta ad un mercato di navi più ampio si potranno finalmente avere vettori più moderni.
Dal mio canto, intervenendo nel tavolo tecnico, ho ricordato agli ambasciatori e ai presenti che Sardegna e Corsica stanno lavorando a molteplici progetti di cooperazione: linguistici, culturali, educativi, ambientali, istituzionali.
Ć quello che vogliamo.
Ed ĆØ anche quello che richiedono gli animatori del Trattato.
Ma se non si creano le condizioni per una continuitĆ territoriale effettiva fra le due isole sorelle, se non si fa saltare il tappo, non cāĆØ progetto di cooperazione che tenga.
Una volta tanto, lo si può fare a costo zero.
Con un tratto di penna.
Dagli interventi finali dei Ministri pare lāabbiano capito.
Ora vediamo se lo fanno.
Tocca a loro. Come a noi tocca tenere alta la guardia e continuare a fare proposte e dar battaglia per portare a casa un risultato fondamentale. Perché dà risposte a un bisogno reale. Perché sta a fondamento di tante altre azioni sardo-corse.
A innantis! ![]()

Nella foto: Sardegna e Corsica insieme a Nizza
