Apre la Sassari-Olbia: Deo gratias!
In Italia per fare una quattro corsie ci vogliono mediamente fra i 6 e i 7 anni. In Sardegna ce ne hanno messo 13. Quasi il doppio.
Merito di ANAS che è riuscita a fare 6,2 km di strada all’anno.
Nel luglio 2018 ricordavo all’opinione pubblica che “ANAS ha nelle sue tasche 2 miliardi di lavori dei sardi e per la Sardegna (senza contare i soldi relativi alla Sassari-Olbia): di questi 2 miliardi solo il 20% è in corso d’esecuzione, il 45% è in progettazione e del 35% ancora non si vede nemmeno la progettazione”. Grandi performance.
Ma il ridicolo – o l’offensivo, vedete voi – è che ANAS si trattiene di base il 10% dei finanziamenti attribuiti per le infrastrutture in Sardegna. Ricordatevene: quando dicono in pompa magna che lo Stato ha dato “ai sardi” 2 miliardi per le infrastrutture, 200 milioni di default li ha dati ad Anas. E dunque a se stesso.
Per non parlare del fatto che poi a lavorare alle nostre infrastrutture sono quasi sempre imprese italiane, che al limite danno ai sardi dei subappalti che poi sappiamo come vanno a finire. Insomma, di quei soldi “dati ai sardi” qui ben poco ne atterra. E le infrastrutture si vedono col contagocce. Avete presente la 131? Voglio dire, la “strada principale” della Sardegna…
Però loro, intanto, si prendono un bel premio. Preventivo. Perché se dovessero aspettare la fine delle opere come la aspettiamo noi poveri mortali…
A innantis! ![]()
Franciscu Sedda
Ps. Una soluzione c’è: implementare e rafforzare “Opere e Infrastrutture della Sardegna”, la società in house della RAS che fu varata – nell’ostilità generale – grazie all’allora Partito dei Sardi, quando io ero Segretario Nazionale e Paolo Maninchedda Assessore ai Lavori Pubblici, proprio per iniziare a controbilanciare e creare alternative sarde ad ANAS. Ne riparleremo.
Pps. Un pensiero a chi sulla Sassari-Olbia ha perso la vita. E l’augurio che ora, grazie alla nuova infrastruttura e alla prudenza, non si debba più piangere nessuno.
