SA MATESSI DIE – 14 dicembre 1839
Il marchesato di Quirra viene riscattato dallo Stato sabaudo

Il marchesato di Quirra è stato uno dei feudi più grandi della Sardegna, creato dai catalano-aragonesi.
Ricordiamo infatti che i feudi erano istituti socio-politico-economici sconosciuti nella nostra isola in quanto la Sardegna durante il Medioevo avrà un sistema socio-politico-economico formato da istituti molto diversi e che non erano quelli diffusi nel Medioevo franco e iberico e noti ai più.
La Sardegna conoscerĆ – suo malgrado – il sistema feudale solo con la piena conquista degli iberici, ai primi del ‘400 quando il Medioevo e il feudalesimo ĆØ oramai scomparso in tutta Europa.
I primi feudatari del marchesato di Quirra sono legati alla famiglia Carroz, provenienti dalla Valenza, che partecipano alla conquista catalano-aragonese dellāIsola.
Francesco Carroz, e i figli Berengario, Francesco, Giacomo e Nicolò, forniscono denari e cavalli armati al sovrano, ricevendo in compenso cariche amministrative e la giurisdizione feudale mero et mixto imperio, che concede la possibilità di amministrazione piena della giustizia.
I primi territori infeudati ai Carroz sono lāOgliastra, Quirra e il Sarrabus.
Successivamente entrano in possesso, tramite concessione reale o per acquisto, di alcuni villaggi nel Campidano di Cagliari, nel Colostrai e nella parte sud-occidantale della Sardegna.
Un secondo Berengario, figlio del precedente, riceve nel 1363 il titolo di conte di Quirra dal sovrano Pietro IV. Berengario II lascia unāunica figlia legittima, Violante I, che attraverso una particolare dispensa reale può trasferire i diritti sui feudi al figlio Berengario III.
Questāultimo partecipa alla battaglia di Sanluri del 1409, e sposa Eleonora Manrique, imparentata con i sovrani di Castiglia, ricevendo in dote le contrade di Parte Montis, Parte Bonorcili e Parte Usellus. Eleonora, rimasta vedova, amministra con cura i feudi prima di trasferirli al figlio Giacomo, che per alcuni anni può possedere anche la cittĆ di Iglesias.
Giacomo riesce ad acquisire i diritti feudali anche su alcuni villaggi della Marmilla e sulla Baronia di Monreale. Alla sua morte, nel 1469, lascia unāunica figlia legittima, Violante, che viene posta sotto la tutela di Nicolò, vicerĆ© di Sardegna e appartenente al ramo dei Carroz di Arborea.
Nicolò si affretta a far celebrare il matrimonio tra suo figlio Dalmazio e Violante, che porta in dote il titolo comitale e tutti i territori infeudati. Tra il 1470 e il 1478 si consuma lo scontro tra Nicolò Carroz e Leonardo Alagon, che viene sconfitto definitivamente nella battaglia di Macomer.
Violante Carroz nel frattempo resta vedova e raggiunge la maggiore etĆ , avanzando le sue pretese per tornare in possesso del suo imponente patrimonio.
Nel 1504, con successiva conferma nel 1506, la contea di Quirra viene elevata a Ā«statoĀ» con la concessione dellāallodio, che permette il trasferimento dei diritti sui feudi ai discendenti, anche per via femminile, senza la preventiva autorizzazione regia. Alla morte di Violante, i feudi passano a suo nipote Guglielmo Raimondo Centelles.
Nel 1604 i feudi di Quirra sono elevati da contea a marchesato.
Gli appetiti ereditari e le pretese di controllo da parte dei sovrani, aprono, nel corso di tutta lāEtĆ moderna, una serie di contese giurisdizionali.
Dopo i Centelles, il marchesato finisce nelle mani dei Borgia, duchi di Gandìa, e successivamente passa ai Català , quando ormai il regno di Sardegna è sotto la dinastia sabauda.
Gli ultimi marchesi di Quirra sono gli Osorio, di origine castigliana, che il 14 dicembre del 1839 ricevono la quota di riscatto del feudo da parte del fisco.
Fonti: www.icavalieridellecolline.it
(Il museo āI cavalieri delle collineā si trova a Masullas, e racconta la storia dellāaristocrazia rurale di Masullas e del Parte Montis, inserita nel contesto più ampio della nobiltĆ in Sardegna)
Rubrica a cura di Ornella Demuru
