SA MATESSI DIE – 31 marzo 1492
Gli ebrei sardi vengono espulsi dai re “Cattolici” Ferdinando e Isabella

Con il fatidico decreto del 31 marzo 1492 i re di Spagna Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia, detti “I Cattolici”, ordinano l’allontanamento degli ebrei da tutti i propri Stati entro il 31 luglio dello stesso anno se non si fossero immediatamente convertiti.
Secondo una stima 5.000 ebrei furono costretti a lasciare la Sardegna: una cifra che, comparando la demografia dell’epoca con quella attuale, equivarrebbero a circa 50mila persone che oggi abbandonano la Sardegna.
Le sinagoghe di Cagliari, Alghero e Oristano e, forse, di Sassari e Iglesias, furono subito sigillate e poi trasformate in chiese cattoliche intitolate alla Santa Croce.
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Il decreto venne comunicato al viceré di Sardegna Giovanni Dusay attraverso una carta che dice: “Attesoché i giudei e le giudee universalmente e singolarmente, così le persone come i loro beni sono devoluti alla nostra Reale Corte…. vi comandiamo che facciate subito mettere nelle porte delle sinagoghe giudaiche le nostre Armi reali; e in tutte le porte delle case dei detti giudei, dalle quali piglierete e farete togliere in mani nostre e della nostra Corte i beni, ed i beni mobili delle case che prima farete inventariare, casa per casa, per mezzo d’un notaio pubblico, ed assicurando nelle casse di ciascheduna casa ben chiuse e sigillate salvo che non sia oro, argento, monete e pietre, seterie, broccati, lingerie e gioie, che farete pesare e contare: così pure farete inventariare i censi, gli assegni e le rendite dovute alle dette sinagoghe, mediante giuramento dei giudei, e sopra i medesimi, e sopra le sinagoghe amministrerete a compimento di giustizia…
Fatta giustizia di essi beni ai rispettivi creditori consegnerete il residuo ai detti giudei od ai loro procuratori…
Tutto si faccia sommariamente e senza solennità di diritto…affinché con maggior prontezza venga eseguito quanto è contenuto nel decreto, annullando, in qualsiasi modo e dichiarando irrito tutto ciò che si sarà fatto in contrario, o che si attenterà di fare.”![]()
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La prima attestazione degli Ebrei in Sardegna risale al 19 d.C. quando da Roma vennero portati ben 4.000 liberti macchiati di culto egiziano e giudaico e quelli idonei di età obbligati al servizio militare per reprimere i latrocini dei barbaricini.
A Caralis è attestata una loro sinagoga nel VI sec. d.C.
Nulla si sa degli Ebrei nei regni giudicali a partire dal X al XIII secolo.
Mentre sappiamo qualcosa del Regno di Arborea nel XIV secolo dove gli Ebrei di Oristano, Sardara e Sanluri commerciavano liberamente.
A Oristano, nella capitale, erano domiciliati probabilmente nella “ruga de sos Judeos” nei pressi de sa “ruga Maista”, fra gli attuali via Azuni e via Goito.
Nel 1323/24 giunse un primo gruppo di Ebrei iberici insieme all’infante Alfonso il Benigno che li ospitò nella loro chiesa di Bonaria, e in seguito passarono a Castel di Cagliari, che già prima della conquista catalana ospitava famiglie ebraiche provenienti da Pisa.
In questo periodo venne riservato loro un settore della città: il cosiddetto “Ghetto”, principale strada era il “vico maiori de la Juheria”, attuale via Santa Croce, dove si trovava una fontana e anche la sinagoga.
Uno spazio che rappresentava un’isola dentro la città.
La comunità giudaica di Cagliari crebbe consistentemente con la diaspora da alcuni stati iberici della Corona d’Aragona, dopo i moti antiebraici culminati con la strage di Gerona del 1331.
Dalla sola Maiorca giunsero ben 40 famiglie (200-240 persone).
Piccole comunità si installarono in tempi diversi anche a Iglesias, Sassari e Alghero dove secondo le categorie sociali potevano esercitare il commercio sardo e internazionale, all’ingrosso e al minuto (per esempio i Milis e i Sullam di Cagliari, i Marna, i Cohen e i Carcassona di Alghero), potevano praticare l’artigianato, facendo gli scalpellini (picapedrers), i falegnami, i fabbri, i maniscalchi, i conciatori, i sarti, i calzolai, i librai ecc.
Insomma oggetto di dileggio e in fondo di invidia da parte dei Cristiani, gli Ebrei certo non mancavano d’iniziativa divenendo alcuni ricchi e famosi.
Nel corso del tempo la loro posizione subì delle modifiche pure in ambito giurisdizionale.
Durante il XIV secolo e gran parte del XV secolo essi erano soggetti in prima istanza alla giurisdizione del tribunale del vicario come tutti gli altri cittadini, ma nel 1485 passarono al foro del procuratore reale.
Ormai in quella fase la loro sorte appariva segnata, e soltanto qualche anno dopo si giunse al fatidico decreto di cui sopra del 31 marzo 1492 con cui i re di Spagna Federico e Isabella “I Cattolici” ordinano l’allontanamento da tutti i propri regni della Corona.
Fonti
DI.STO.SA di Francesco Cesare Casula
Effemeride Sarda, Piero Meloni Satta
