SA MATESSI DIE – 3 gennaio 1829

A Cagliari viene inaugurato il cimitero di Bonaria
L’origine del cimitero di Bonaria rimanda all’epoca della grave epidemia di colera che colpì Cagliari nel 1816. La città contava allora circa 12.000 abitanti: in quattro mesi morirono 583 persone. Un numero così alto di salme finì per mettere in crisi la consuetudine delle inumazioni all’interno delle chiese o altri luoghi consacrati. Inoltre, esigenze di ordine igienico-sanitario imponevano che i morti fossero tenuti lontani dai luoghi frequentati. La città adottò, quindi, le norme emanate da Napoleone Bonaparte nel suo editto di Saint-Cloud del 1804, stabilendo che i cadaveri fossero sepolti fuori dalle mura cittadine.
Alle appendici del colle di Bonaria fu individuato il sito adatto a ospitare il nuovo camposanto. I lavori, a cura del Capitano del Genio Militare Luigi Damiano, vennero completati sul finire del 1828 e il cimitero benedetto il 28 dicembre dello stesso anno dall’ arcivescovo Nicolò Navoni. La prima sepoltura avvenne il 1 Gennaio 1829.
Oggi il cimitero di Bonaria può essere considerato un museo a cielo aperto, che offre opere di notevole importanza.
Fra i defunti che riposano oggi all’interno del cimitero si trovano alcune delle personalità di maggior spicco della Sardegna dell’Otto-Novecento: l’archeologo Giuseppe Spano, il comandante della Brigata Sassari Carlo Sanna e lo storico sindaco di Cagliari Ottone Bacaredda.
Il sito è poi punto di incontro per numerosi e diversi stili artistici – liberty, neoclassicismo, simbolismo –, che si fondono in quello che può senz’altro essere definito un museo a cielo aperto.
Spiccano le creazioni di Giuseppe Sartorio, protagonista dell’arte funeraria nell’Italia tra XIX e XX secolo.
Meritano inoltre attenzione le opere di scultori quali Giovanni Battista Trojani, Agostino Allegro, Giovanni Pandiani, Ambrogio Celi, Enrico Genuggi, Cosimo Fadda, Pippo Boero, Giacomo Bonati, Giovanni Battista Villa, Vincenzo Vela, Sisto Galavotti, Tito Sarrocchi, Andrea Valli, Federico Casanova, Francesco Ciusa, Franco D’Aspro, Dino Fantini.
Da notare anche le opere dei pittori Guglielmo Bilancioni, Domenico Bruschi e Filippo Figari.
Nel 1968 il consiglio deliberò di non rilasciare più concessioni per nuove sepolture nel cimitero di Bonaria.
All’interno del complesso oggi si svolgono attività di valorizzazione e di divulgazione del patrimonio storico culturale che qui è custodito.
Fonti
Rubrica a cura di Ornella Demuru
