SA MATESSI DIE – 7 novembre 1944

Gigi Riva compie 79 anni, a medas annos!
Tanti auguri a Gigi Riva. Rombo di tuono, campionissimo del Cagliari ed eroe dello Scudetto!
E sempre il 7 novembre del 2022 nei cinema della Sardegna, è uscito un film, distribuito da Vision Distribution, che racconta la storia di uno dei più leggendari giocatori del calcio sardo e italiano.
Si intitola “Gigi Riva – Nel nostro cielo un rombo di tuono”, ed ĆØ diretto da Riccardo Milani, un documentario tutto dedicato all’ex attaccante che ancora oggi detiene il record del numero di reti, ben 35, nella nazionale italiana.
Gigi Riva nasce a Leggiuno, sulle rive del lago Maggiore, in Lombardia, da una famiglia con disponibilità modeste: la madre Edis era casalinga, mentre il padre Ugo lavorò prima come parrucchiere e poi come sarto. A nove anni perse il padre a seguito di un infortunio sul lavoro in una fabbrica della zona: il 10 febbraio 1953 un pezzo di metallo, staccatosi da un macchinario, lo colpì allo stomaco passandolo da parte a parte.
La madre trovò lavoro in filanda e arrotondava facendo le pulizie nelle case, mentre Luigi fu mandato in un collegio religioso lontano da casa; in seguito dichiarò: Ā«Erano molto severi, ci obbligavano a pregare e solo allora ci davano il pane per mangiare… ci umiliavano perchĆ© eravamo poveri e allora più di una volta scappaiĀ».
Quando anche la madre morƬ, venne cresciuto dalla sorella maggiore Fausta (1938-2020).
Riva ha due figli, Mauro e Nicola, cresciuti in Sardegna.
Il 9 febbraio 2005, presso l’aula consiliare del Comune di Cagliari, il sindaco Emilio Floris gli ha concesso la cittadinanza onoraria. La sera stessa, prima della partita dell’Italia contro la Russia giocata allo stadio Sant’Elia, il Cagliari ha ritirato per sempre la maglia numero undici, che fu consegnata a Riva da Rocco Sabato, l’ultimo giocatore rossoblù ad averla indossata, con una cerimonia alla quale parteciparono molti giocatori che con lui avevano conquistato lo scudetto della stagione 1969-70.
Soprannominato Rombo di Tuono dal giornalista italiano Gianni Brera per la notevole potenza del tiro e la prolificità sotto rete, Riva è stato uno dei più grandi attaccanti della propria generazione: secondo un parere dello stesso Brera, fu il miglior attaccante al mondo nei primi anni 1970, insieme al connazionale Roberto Boninsegna
Mancino naturale, poco incline a usare il destro, era solito partire dalla posizione di ala sinistra per poi convergere e concludere a rete.
Dal repertorio variegato, era forte fisicamente e rapido nello scatto, nonchƩ abile in acrobazia e nel gioco aereo.
Dotato di grande intensitĆ agonistica, mostrava inoltre una buona propensione a saltare il diretto avversario in velocitĆ , risultando invece meno avvezzo all’esecuzione di dribbling negli spazi stretti.
Iniziò fin da subito a giocare a calcio nei campetti nei dintorni di Leggiuno. Pescato nei tornei giovanili dai dirigenti del Laveno Mombello, squadra dell’omonimo comune, qui mosse i primi passi nel calcio ufficiale, tra il 1960 e il 1962, segnando 66 gol in due anni, guadagnandosi da parte dei tifosi locali il soprannome di Ul furzelina, cioĆØ “Il forchetta”.
Tali prestazioni lo portarono al Legnano, inizialmente per le giovanili, ma poi fu integrato nella rosa della prima squadra in Serie C.
L’esordio, vittorioso, avvenne il 21 ottobre 1962 in casa contro l’Ivrea terminato 3-0, in cui sigla la terza rete all’85’.
Il 30 dicembre sigla la sua prima doppietta sul campo della Sanremese, seppur inutile ai fini del risultato finale di 3-2 per i padroni di casa. Nel girone di ritorno marcò altre due reti, rispettivamente contro Fanfulla e Pordenone. Il campionato terminò al settimo posto e con i Lilla andò a segno 5 volte in 22 partite.
In quegli anni il Cagliari giocava due partite in casa e due in trasferta alternativamente per limitare il numero di viaggi.
Quando era in trasferta la squadra faceva base proprio a Legnano: l’allenatore Arturo Silvestri e il vicepresidente Andrea Arrica ebbero quindi la possibilitĆ di notarlo e lo strapparono alla concorrenza per ben 37 milioni di lire, raggiungendo l’accordo coi Lilla nell’intervallo della partita della nazionale juniores italiana contro i pari etĆ della Spagna nel marzo 1963 allo Stadio Flaminio. Il Bologna nella persona del presidente Renato Dall’Ara provò a rilanciare per 50 milioni ma vennero rifiutati. Riva si trasferƬ quindi, seppur controvoglia, in Sardegna per il campionato cadetto del 1963-64.
Alla prima stagione sull’isola, l’allora diciottenne segnò 8 reti contribuendo alla prima promozione dei rossoblu in Serie A.
Il 13 settembre 1964, nella partita persa 2-1 contro la Roma, esordì nel massimo torneo. Il 27 settembre, segnò il suo primo gol consentendo alla squadra di pareggiare contro la Sampdoria.
Con altre 8 reti, tra cui quella che valse la vittoria contro la Juventus il 31 gennaio 1965, aiutò il Cagliari a salvarsi.
Diventato ormai un punto fermo della squadra, si laureò capocannoniere del campionato 1966-67 in cui – nonostante un grave infortunio patito in Nazionale – mise a segno 18 gol.
Trionfò nella classifica dei marcatori anche per le stagioni 1968-69 e 1969-70, vincendo addirittura lo scudetto (l’unico della storia sarda) nel campionato precedente al Mundial messicano: il 12 aprile 1970, nella partita contro il Bari che assegnò il tricolore, realizzò il primo dei due gol. La vittoria del titolo rappresentò il punto più alto della carriera di Riva, nel frattempo divenuto un simbolo del Cagliari non solamente dal punto di vista sportivo ma anche sociale e mediatico
Nel campionato post-scudetto, pochi giorni dopo la doppietta nella vittoria del Cagliari 3-1 in casa dell’Inter che avrebbe vinto quell’anno lo scudetto, subƬ un grave infortunio giocando in nazionale contro l’Austria. L’infortunio fu causato da un intervento falloso del difensore Norbert Hof, che comportò la frattura del perone della gamba destra di Riva.
A causa di questo secondo incidente il Cagliari accusò un duro colpo: perse la testa della classifica (finì settimo) e venne eliminato agli ottavi di finale della Coppa dei Campioni. Riprese a giocare verso la fine del campionato 1970-1971, ma fu nel torneo successivo che Riva dimostrò la sua ritrovata piena efficienza fisica segnando 21 reti in 30 partite disputate che fecero arrivare i sardi al quarto posto in Serie A.
Furono ad alti livelli le successive stagioni 1972-73 (12 reti) e 1973-74 (15 reti), ma per il Cagliari, ormai lontano dalla lotta-scudetto, stava cominciando la parabola discendente. Nel 1969 Riva arrivò secondo nella classifica del Pallone d’oro, alle spalle di Gianni Rivera per 4 punti, e nel 1970 fu terzo dietro Gerd Müller e Bobby Moore, che lo precedettero rispettivamente di 12 e 4 punti.
In altre due edizioni ricevette voti ed entrò nella classifica finale: nel 1967 finì tredicesimo con 6 voti, e nel 1968 sesto a 39 voti dal vincente George Best.
Giocò con il Cagliari fino al termine del campionato 1975-76. Gli ultimi anni della sua carriera furono caratterizzati da medie realizzative sempre molto elevate e da nuovi infortuni che compromisero quasi interamente il campionato 1974-75, nel quale disputò solo 8 incontri e segnò appena 2 reti.
Pur richiesto a più riprese dai principali “squadroni” del Nord come Juventus e Inter, Riva dichiarò ripetutamente di non volere abbandonare la Sardegna e, con l’aiuto della societĆ , riuscƬ a portare a termine la carriera con la maglia rossoblù.
Il 1Āŗ febbraio 1976 in un contrasto col difensore del Milan Aldo Bet, subƬ un grave strappo muscolare all’adduttore della coscia destra che si aggiunse ai postumi degli infortuni subiti in carriera. Nonostante vari tentativi di recupero, e la sua inclusione nella rosa del Cagliari anche per la stagione 1976-77, Riva non riuscƬ più a scendere in campo abbandonando il calcio giocato a 32 anni. In totale realizzò 156 goal in 289 presenze in serie A. Nel gennaio precedente aveva segnato, nella gara interna contro il Como, l’ultima rete della sua carriera.
Abbandonato il calcio giocato, Riva ha continuato a vivere a Cagliari, dedicandosi, tra l’altro, a promuovere l’attivitĆ calcistica tra i giovani e fondando nel 1976 una scuola calcio (la prima in Sardegna) che porta il suo nome, presso le saline di Molentargius.
Nella stagione 1986-87 ĆØ stato per pochi mesi presidente del Cagliari, lasciando poi la carica a Lucio Cordeddu.
Nel 1990 ha iniziato la sua attivitĆ con la FIGC al seguito della squadra nazionale italiana, prima come dirigente accompagnatore e infine come team manager, ruolo che ha ricoperto fino al maggio 2013, abbandonato poi per il progressivo avanzare dell’etĆ .
Il 18 dicembre 2019 viene nominato presidente onorario del Cagliari dal patron rossoblù Tommaso Giulini.
Il 9 aprile 2013 viene iscritto nel registro degli indagati per falso ideologico: recatosi in visita in carcere al presidente del Cagliari, Massimo Cellino, accompagnato dal parlamentare de Il Popolo della LibertĆ Mauro Pili, avrebbe affermato di essere il portaborse di quest’ultimo per poter entrare senza problemi; sono indagati lo stesso Pili e l’editore dell’Unione Sarda, Sergio Zuncheddu.
Riva ha addossato le colpe al deputato il quale, prima di entrare in carcere, gli avrebbe fatto firmare un foglio dove sarebbe risultato essere il suo portaborse.
In seguito verrĆ prosciolto da ogni addebito relativo alla vicenda.
Il cantautore nuorese Piero Marras gli ha dedicato il brano Quando Gigi Riva tornerĆ . Lo scrittore Giulio Angioni, ricordando la fama mondiale della grande ala sinistra, racconta come, in un paese esotico e lontano, registrandosi in un albergo, il concierge non riesce a decifrare sul passaporto la parola Cagliari, finchĆ© non fa il collegamento: “Ah, Cag-liari, Gigi Riva!”
Fonti: L’UnioneSarda
Wikipedia: Rubrica a cura di Ornella Demuru
