SA MATESSI DIE – 24 luglio 1760
Il Ministro Bogino impone l’italiano come lingua ufficiale a scapito del sardo, catalano e spagnolo

Oggi come oggi, molti sardi hanno difficoltà a credere che in Sardegna un tempo, non troppo lontano, l’italiano non fosse la lingua di tutti i giorni dei sardi.
Eppure era così. Fino al 1760 in Sardegna le lingue utilizzate erano 3: il sardo, poi il catalano e lo spagnolo, queste ultime due arrivate a seguito dell’istituzione del Regno di Sardegna nel 1297 e la conseguente invasione Catalano-aragonese.
Il Ministro per gli Affari di Sardegna Giovanni Battista Lorenzo Bogino rinnovò gli emblemi di milizie e città in modo da eliminare i simboli del precedente periodo iberico, sostituendo con la croce dei Savoia le barre d’Aragona dallo stemma di Alghero, Bosa, Cagliari, Oristano e Sassari.
Sul fronte linguistico, sotto la sua gestione l’italiano fu introdotto in Sardegna come lingua ufficiale come già detto a scapito del sardo, catalano e spagnolo, e questo avvenne per la prima volta in Sardegna con un atto potestativo nel mese di luglio del 1760.
Il Bogino inoltre restaurò le Università di Cagliari, che dotò di una biblioteca pubblica, e Sassari (1767); la ricostituzione delle Università sarde, in decadenza nelle ultime fasi del periodo iberico, più che a innovare nella cultura tecnica sarda mirava a formare una classe dirigente sarda organica al Piemonte e allo stesso tempo italianizzare le classi elevate della Sardegna, allora filospagnole, determinando per l’insegnamento l’arrivo nell’isola di docenti continentali e italofoni.
Con l’introduzione ufficiale dell’italiano in Sardegna per legge (1760) si è così prodotto un lento ma pervasivo fenomeno di italianizzazione culturale delle strutture sociali, nonché di deriva linguistica verso l’italiano, in stadio ora avanzato: l’ISTAT, nel 2006, rivelava che solo il 29,3% della popolazione sarda alternava italiano e sardo in ambito familiare, e solo il 16,6% parlava prevalentemente il sardo o altre parlate linguisticamente non italiane; dati più recenti suggeriscono che a oggi solo il 10% della popolazione in età giovanile abbia dichiarato una qual certa competenza nella lingua.
L’italiano, correntemente espresso dalla gran parte dei locutori nella sua variante regionale, è così oggigiorno la lingua più diffusa in Sardegna: sulla base dei dati ISTAT del 2006, l’italiano era impiegato abitualmente dal 52,5% della popolazione sarda anche in ambito familiare.
Fonti:
Wikipedia
Rubrica a cura di Ornella Demuru
