SA MATESSI DIE – 25 luglio 1904
L’imprenditore italiano e fascista Ferruccio Sorcinelli fonda la “Società Bancaria Sarda” e acquista L’Unione Sarda

Ferruccio Sorcinelli nel 1904 fonda la Società Bancaria Sarda e scopre la sua vivace vocazione imprenditoriale, acquista miniere nel Sulcis e si arricchisce durante la guerra facendo affari con le industrie belliche.
Ferruccio Sorcinelli nato ad Arezzo nel 1872; in Sardegna era noto come il “Sire di Bacu Abis”.
Valutò la convenienza dello sfruttamento del carbone di Bacu Abis poichè si stava diffondendo l’utilizzo dell’elettricità. Infatti, venuto a conoscenza di progetti finalizzati alla realizzazione di diverse centrali elettriche da alimentare a carbone, acquistò l’indebitata miniera di Bacu Abis dagli eredi del Roux.
Al fine di concretizzare questo suo progetto, si attivò per concludere un contratto di fornitura di carbone fossile con la Soc. Elettrica Sarda, stipulato il 24 Maggio 1913, dal quale ottenne adeguati compensi per rilevare le Azioni della Bacu Abis.
Quando nel 1920 acquista L’Unione Sarda lo fa con spirito innovativo, spinto da propositi politici ed economici. Per questo l’operazione verrà definita da qualche studioso come «il primo caso di esplicita scalata alla proprietà di giornali da parte di capitalismo sardo».
Sino ad allora il giornale era stato lo strumento politico del gruppo liberale di sinistra che faceva capo al “vecchio” Francesco Cocco Ortu, critico sulle posizioni della destra e in passato anche dello storico sindaco Ottone Bacaredda.
Nei primi mesi del 1920 Sorcinelli, con altri imprenditori del settore minerario, è impegnato nella dura vertenza contro i sindacati operai che rivendicano aumenti sindacali e migliori condizioni nella sicurezza del lavoro.
Gli industriali si rifiutano di accettare gli accordi presi a livello italiano a Roma in un clima di forti tensioni. Tra loro c’è la preoccupazione che il bolscevismo e il movimento operaio possano prendere il sopravvento anche nell’Isola.
Così Sorcinelli schiera subito il suo giornale in prima linea a fianco del nascente fascismo scriverà “Dove il Duce vuole” bene in evidenza sotto la testata in prima pagina e firmerà numerosi articoli con lo pseudonimo “Camicia Nera”.
«Prima fu vicino al Partito Radicale, di cui fu fiduciario regionale. Poi cercò un incontro con i Combattenti e i Sardisti e infine si schierò decisamente con il Fascio, in nome di un antibolscevismo viscerale. Fu tra i primi finanziatori e animatori dei Fasci di Combattimento in Sardegna e soprattutto nel Sulcis Iglesiente».
Un fascista convinto, dunque, e della prima ora. Si dice che fu lui ad organizzare le prime “squadracce” della città di Cagliari.
Ma soprattutto fu coerente quando si schiera col giornale contro i fusionisti e il prefetto Gandolfo inviato da Mussolini per “normalizzare” il movimento cagliaritano.
Durissime polemiche ebbe con Emilio Lussu, leader dei sardisti definiti da Sorcinelli “Rossomori”.
L’Unione Sarda, interventista nei mesi precedenti la grande guerra, antisocialista e antisardista, nel 1920 viene acquistato dall’industriale minerario Ferruccio Sorcinelli, vicino al movimento fascista della prima ora e contrario alla fusione tra Pnf e Psd’Az.
L’avvocato Sorcinelli morì improvvisamente il 9 marzo del 1925 e le azioni della miniera di Bacu Abis vennero cedute alla Soc. Montevecchio.
Sorcinelli aveva dato un notevole impulso al quotidiano sardo con una nuova rotativa e una tipografia più moderna, dopo di lui diventa direttore il fascista Paolo Pili, ex dirigente sardista, che trasforma l’Unione Sarda nel giornale ufficiale del Partito nazionale fascista (PNF) nella provincia di Cagliari.
A Cagliari l’amministrazione comunale di centro-destra, guidata da Emilio Floris nel 2011 gli ha dedicato una piazza, peraltro in una zone importante della città, all’angolo tra viale Trieste e viale Trento, di fronte all’entrata del Liceo classico Siotto-Pintor, questo ha scatenato una serie di polemiche tra i vari ambienti intellettuali della città, la targa che lo ricorda è stata poi rimossa dalla Giunta Zedda nel 2016, ma nella toponomastica ufficiale risulta anche Piazza Ferruccio Sorcinelli.
“Perché era anche lui “un gentiluomo” parole del sindaco Emilio Floris.
Fonti:
Miniere di Sardegna,
L’Unione Sarda
Vito Biolchini blog
Rubrica a cura di Ornella Demuru
