SA MATESSI DIE – 1 aprile 1925
Nasce Piero Livi, il grande regista olbiese del cinema indipendente

Sono passati ormai otto anni dalla scomparsa del regista olbiese Piero Livi, nato ad Olbia nel 1925, una ferita che, per il cinema indipendente e dāautore, ĆØ ancora lungi dallāessere ricomposta.
Per la sua instancabile ricerca di temi nellāanima dellāisola natia, Livi ĆØ stato definito āUn regista lontano dal continenteā. Ć però una definizione alquanto riduttiva.
Anche mostri sacri come Andrea Camilleri e Luigi Pirandello hanno preso spunto da situazioni e motivi della propria isola ā in tal caso la Sicilia ā ma nessuno si ĆØ mai sognato di “regionalizzarli”.
Si ĆØ detto anzi che tali autori hanno dato un respiro internazionale alla propria opera pur essendo sorta e cresciuta nel loro ambiente di nascita. La stessa considerazione va fatta per Piero Livi.
Dal 1957 al 1966, ĆØ stato promotore della āMostra Internazionale del Cinema dāAmatoreā di Olbia e, dal 1967 al 1974, della āMostra Internazionale del Cinema Indipendenteā ogni volta legata a singole cinematografie (tedesca, spagnola, slava ecc.) o a tematiche sociali (emigrazione, lotte sociali).
Livi ĆØ stato anche consigliere italiano, segretario italiano e vice presidente della FEDIC (Federazione internazionale dei Cineclub).
Ciò gli procurò, con il passare del tempo, una evidente maturazione professionale, anche dietro la macchina da presa. Tutto ciò non può essere trascurato e va tenuto in conto. Il regista olbiese ha esordito nel 1957 con il cortometraggio āMarco del mareā, dove il fantasma del protagonista esce dallāacqua, si rende conto della sua morte e rivede le persone care lasciando le impronte bagnate dei piedi e delle mani. Lāanno dopo ha girato il cortometraggio, āVisitazioneā nel quale ha espresso la sua evidente disapprovazione della falsitĆ degli abitanti di un piccolo paese.
Del 1961 ĆØ il terzo cortometraggio: āIl faroā. Nel 1962, Livi ha poi diretto il mediometraggio āUna storia sardaā. Ć questa sƬ una rievocazione quasi etnografica della spiritualitĆ del popolo sardo, ma dimostrando di saper girare delle lunghe sequenze ricche di valori figurativi.
Dopo altri due cortometraggi (āI 60 di Berchiddedduā e āIl cerchio del silenzioā), nel 1969, Livi ha esordito con il suo primo lungometraggio, āPelle di banditoā. Secondo molti si tratta del miglior film realizzato negli anni Sessanta sulle ragioni sociali e psicologiche del banditismo in Sardegna.
Oggi fenomeno del banditismo sardo sembra relegato nei confini geo-storici dellāisola. Ma, nel 1968, con in atto il fenomeno della contestazione giovanile, era considerato un aspetto della protesta in atto verso un sistema politico e sociale mondiale ormai obsoleto.
Il film venne presentato alla XXX Mostra di Venezia, nella sezione āNuove tendenze del Cinema italianoā. Del 1976 ĆØ āDove volano i corvi dāargentoā, continuazione ideale di āPelle di banditoā, con Corrado Pani, Jenny Tamburi, Flavio Bucci, Renzo Montagnani, Regina Bianchi e Giampiero Albertini.
Ć la storia di un pastore, ormai inserito nella realtĆ continentale, costretto a ritornare in Sardegna per vendicare la morte del fratello che aveva assistito involontariamente a un sequestro di persona e per questo era stato ucciso. Nasce un dissidio tra il giovane e il padre, assetato di vendetta, in quanto il primo, contrariamente alla mentalitĆ tradizionale, ĆØ convinto di dover consegnare i colpevoli alla giustizia e di non doverli uccidere personalmente.
Anche qui è evidente il superamento di una mentalità obsoleta da parte delle nuove generazioni ma sarebbe riduttivo non tener conto del respiro più ampio di tale fenomeno, rispetto al singolo caso descritto.
Dopo una sosta di quasi un quarto di secolo, nel 1999 Livi tornò dietro alla cinepresa con āSos laribiancos ā I dimenticatiā, dal romanzo di Francesco Masala āQuelli dalle labbra biancheā. Ambientato nel 1942, gli uomini di un piccolo paesino della Sardegna vengono chiamati alle armi per raggiungere il fronte russo. Nelle lunghe giornate, in attesa dei combattimenti, emergono i caratteri dei personaggi, i ricordi dei cari lasciati nella propria terra e la vita spensierata che, forse, solo ora iniziano ad apprezzare. Soltanto pochi di loro riescono a fare ritorno, dopo alcuni episodi ā addirittura ā di cannibalismo causato dalla fame e dagli stenti. Lāultimo film girato da Livi fu āMaria sƬā (2005) una storia dāamore tra adolescenti, con Anna Galiena e Jacques Perrin.
Nel 2008, l’emittente LA7 gli dedica uno spazio notturno nella trasmissione condotta da Paola Maugeri. Il 30 e il 31 marzo 2010, al Cinema Trevi di Roma, il Centro Sperimentale di Cinematografia cura una rassegna retrospettiva dei suoi film comprendente incontri con Giuliano Montaldo, Ettore Scola, Gian Luigi Rondi, con la partecipazione di Mavie Bardanzellu, l’attrice sarda più rappresentativa della cinematografia del regista olbiese
Su di lui ĆØ stato scritto anche un interessante volume, intitolato: āUn regista indipendente, Pietro Livi, i suoi film, la rassegna di Olbiaā, a cura di Marco Navone e di Piero Mura. Il regista olbiese Piero Livi in una foto sperimentale del fotografo Piero Pes (tratto dal volume Piero Pes, Ritratti, Sassari 2011).
Muore a Roma il 2 settembre del 2015.
Fonti:
Olbia.it
Wikipedia
