RIFLESSIONI SULLA POVERTÀ CRESCENTE
(A proposito dei dati Caritas nell’area metropolitana di Cagliari)

Affianco ai ristoranti pieni c‘è la realtà delle mense Caritas sempre più piene.
Sono due mondi che convivono nel nostro quotidiano, anche se uno dei due è invisibile ai più.
Anche la nostra è una società fatta di disuguaglianze crescenti. Ma anche di una sofferenza che spesso viene camuffata, dissimulata dietro un consumismo apparente, o vissuta in silenzio, quasi in solitaria, a tutela di un senso di dignità che ha radici profonde nella nostra cultura.
La povertà c‘è e ad essa va data risposta con la solidarietà, ma ancor di più con un welfare state che funzioni, con la formazione che crea capacità al fine di reinserire le persone nel mondo del lavoro e nel vivo del tessuto sociale.
Furbi e disonesti a parte (che ci sono in ogni classe sociale) investire collettivamente per aiutare ad uscire dalla povertà (da quella non scelta ma subita) significa investire su una società più giusta e vivibile per tutti. Perché la felicità e la sicurezza o sono condivise o non sono.
A innantis! ![]()
Franciscu Sedda
