LA CRISI DELLA SANITÀ IN SARDEGNA
DOPO 2 SETTIMANE DI MALATTIA IL RACCONTO DI COME STANNO LE COSE

Purtroppo nella vita capita di stare poco bene. Capita a tutti, da sempre.
Ma fatevi dare un consiglio, non ammalatevi in Sardegna perchè davvero non conviene, ma davvero poco eh.
Per un problema di salute è da due settimane che sto bazzicando tra pubblico e privato alla ricerca di soluzioni (che ormai per mia fortuna sembra stiano arrivando).
Di queste settimane mi rimangono le file interminabili, le ore di attesa anche in codice giallo; in ospedale un solo bagno per ben 2 corridoi pieni di camere (quindi un bagno per più di 30 persone); il personale sanitario sia nel pubblico che privato è sempre e inevitabilmente troppo poco per consentire ai medici di dedicare il giusto tempo al singolo paziente, con le conseguenze che tutti ci possiamo immaginare.
Perfino nel privato le tempistiche per interventi sono addirittura di mesi.
Il tutto con strutture e medici che non riescono a comunicare tra di loro, lasciando il paziente troppo spesso nell’incertezza sul da farsi.
Penso soprattutto agli anziani, magari anche soli, che dovrebbero cercare di sopravvivere in una situazione del genere. Sinceramente un po’ spaventa.
La certezza di avere cure giuste e in tempi decenti purtroppo non ci può essere garantita, e la cosa è brutta così come sembra
Nel frattempo il governo sardo non assume, non spende e non investe quei 2 miliardi di euro che tiene in cassa non si sa per quale motivo.
Dopo anni di massacri la nostra sanità non sta più reggendo, come non reggono le bugie della giunta Solinas e dei suoi assessori, che chiedevano interventi speciali al governo italiano in materia di sanità per poi dirci che andava tutto alla grande.
Preferendo che fossero altri ad occuparsi dei sardi, invece di pensare a sistemi e soluzioni fatte a misura di Sardegna, che ancora oggi non abbiamo.
Dimenticando che la sanità ce la paghiamo noi per intero e che dunque la responsabilità fra la vita e la morte delle persone ricade interamente sui nostri rappresentanti. Su quello che sono capaci e meno di fare per garantire il sacrosanto diritto alle cure e alla salute.
Forse è ora di smetterla con i favori agli amici degli amici, con mafiette di incompetenti all’interno delle istituzioni.
Abbiamo nemici molto forti da combattere: la non curanza, il senso di impunità, l’incompetenza e la corruzione della politica autonomista e unionista sarda.
Se non li combattiamo ora, ce ne ricorderemo di quando ci ritroveremo malati e senza santi ai quali rivolgerci.
