Crisi climatica; i numeri nell’isola, siamo pronti a reagire?
Il mediterraneo è sconvolto da incendi, temperature estreme, venti e grandinate che sembrano più bombardamenti.

Ma quale è la situazione della Sardegna? Abbiamo visto negli scorsi giorni situazioni davvero difficili, prima a Sanluri e poi nel Sarrabus-Gerrei si sono toccate temperature che hanno raggiunto quasi i 50 gradi mettendo in grande difficoltà sia i lavoratori comuni che i nostri forestali.
Infatti, ci ritroviamo a piangere la morte di Gianfranco Incollu, 55 anni, causata da un infarto dopo ore di lotta con i fuochi di questi giorni.
Incendi che hanno visto ben 281 interventi in 10 giorni da parte di barracelli, forestali e vigili del fuoco, dall’Ogliastra a Carloforte, da Cagliari (dove il fuoco si avvicina pericolosamente al castello di san michele) a Palmadula nel Sassarese.
Ma il caldo eccessivo non distrugge solo con il fuoco, in Ogliastra è andata perduta il 50% del’uva coltivata perché ‘’bruciata dal calore’’.
Ci chiediamo cosa sia stato fatto in questa situazione da parte della giunta di destra, dopo gli incendi del Montiferru dell’anno scorso sono stati acquistati più mezzi? Sono state implementati sistemi di prevenzione? Sono stati fatti più concorsi? Sono state effettuate più pulizie dei terreni?
Pare che invece la la prassi seguita sia sempre quella emergenziale: si agisce a danno fatto dichiarando lo stato di calamità naturale anziché predisporre provvedimenti preventivi o una pianificazione a lungo termine.
Non è possibile pensare che una corsa agli indennizzi basterà a rimediare alle perdite di raccolti, boschi, salute o persino la vita dei sardi.
Purtroppo con la crisi climatica di quest’anno il rischio di danni ancora maggiori è molto alto; basta aspettare lo stato centrale, basta avere dirigenti distratti e incapaci di tutelare la nostra terra e il nostro futuro. È ora di andare A innantis!
Francesco Ledda
