SA MATESSI DIE – 27 giugno 1891
Nasce Davide Cova, attivista per i diritti umani, ideatore e realizzatore della Scuola D’Arte Applicata di Oristano

Davide Cova fu una figura poliedrica: giornalista, politico, ingegnere e architetto. Un’idealista, onesto, caduto nell’oblio, dimenticato dalla memoria popolare e dallo stesso partito in cui ha militato e contribuito a fondare.
Nella sua vita, orientata verso la difesa dei diritti umani, le sue scelte, la sua azione politica, l’esercizio stesso della sua professione d’ingegnere, fu sempre rivolto sia alla salvaguardia che al progresso della Sardegna.
Nato a Cagliari nel 1891, figlio di un ottico lombardo-veneto con studio in via Manno, da subito il giovane e vivace spirito del Cova viene conquistato dalle problematiche legate alla “questione sarda”, sente e coltiva una naturale necessità di operarsi per la Sardegna e promuoverne la cultura.
Frequenta, prima, la Regia Facoltà di Matematica a Cagliari, tra i suoi professori anche lo scienziato di calcolo infinitesimale Antonio Fais, e successivamente la Regia Facoltà d’Ingegneria di Milano, dove si laurea nel 1914 in ingegneria industriale; intanto partecipa da protagonista all’attività di movimenti, circoli ed in ambito milanese diviene qualificato e battagliero portavoce della Sardegna.
Aderì a movimenti culturali e per le conquiste dei diritti umani; collaborò al “Movimento per il suffragio universale” e per i Diritti dei Lavoratori, fu impegnato per il Meridione e diede sostegno al nascente “Movimento per la Liberazione della Donna” specialmente dopo la legge elettorale a suffragio universale, approvata nel 1913, che escluse totalmente le donne dal diritto di voto.
Tra il 1910 e il 1911 si attiva con energia a perorare la causa sarda, intervenendo anche attraverso i vertici dello Stato, tanto da conquistare l’attenzione e la stima dello stesso Giovanni Giolitti. Con Attilio Deffenu, illustrata da Mario Delitala, fonda a Cagliari la rivista “Sardegna” e nell’immediato dopoguerra i giornali “Il Popolo Sardo” e “Il Solco”, a cui collaborano tanti artisti e intellettuali.
L’azione pubblicistica, politica e sociale del Cova si concretizza nella nascita del “Partito Sardo d’Azione”, che fonda con Bellieni, Lussu, Mastino, Puggioni, G.B. Melis, Contu, Oggianu e numerosi amici.
Alle elezioni del 1920 il successo politico in Sardegna fu grande, ben quattro sardi vennero eletti in Parlamento e dovunque nell’Isola si osservò una rinata fiducia.
Nei congressi di quegli anni Davide Cova definiva la Sardegna: “Cuore del Mediterraneo” per la sua centralità geografica nel mare e sosteneva la necessità di creare infrastrutture strade e porti per rendere più facili i collegamenti.
Ad Oristano nel 1920 definì la città “Cuore dell’Isola”, per la sua posizione di quasi equidistanza dagli altri centri, e per la sua funzione simbolica in quanto patria della Giudicessa Eleonora D’Arborea, la promulgatrice del primo codice di leggi sardo.
Naturalmente non trascura la sua attività professionale di ingegnere e di architetto.
Nel 1923 ad Oristano, Davide Cova progettò, l’edificio della scuola elementare e la Scuola d’Arte applicata, per l’insegnamento artistico di pittura, ceramica, scultura ed altre attività artistiche ed artigianali.
Eseguì quest’ultima opera su una struttura preesistente in stato di abbandono, ristrutturandola, ampliandola e dotandola delle aule necessarie, delle fornaci per la cottura dei manufatti d’argilla ed attrezzature per gli insegnamenti delle diverse materie, tra cui erano comprese, oltre alle arti grafiche (disegno, decoro, stampa, pittura), la lavorazione artigianale artistica del legno, del ferro e di altri materiali.
Nella Scuola, giunsero, da lui invitati a prestarvi insegnamento, gli artisti sardi migliori del periodo, suoi amici da molti anni tra cui lo scultore ceramista Francesco Ciusa, i pittori Felice Melis Marini, Antonio Ballero, Mario Delitala, il decoratore, incisore, arredatore Gaetano Ciuffo, i pittori Carmelo Floris, Giuseppe Biasi, Filippo Figari bravi artigiani del legno e del ferro, mentre lui insegnava elementi d’archittetura e disegno.
La Scuola D’arte Applicata di Oristano, inaugurata ufficialmente dalle autorità nel 1925, forniva ai giovani preparazione e competenza artistica ma anche cultura generale ed era il centro per la nascita di nuove idee, utili per le attività artigianali ed industriali. Ben presto se ne videro i risultati ed aumentarono le iscrizioni di allievi e le commesse di lavoro.
La scuola faceva parte di un progetto molto ampio che l’ingegner Cova aveva preparato per Oristano, ma che nelle sue intenzioni costituiva un modello da estendere adeguatamente a tutta l’Isola: si trattava di un piano regolatore per Oristano ed i paesi limitrofi che prospettava la nascita del porto nell’ampio Golfo di Oristano, e quella di un borgo nella marina della Gran Torre (oggi Torregrande) ed inoltre creava nella città unità abitative, scuole, edifici, giardini, piazze, spazi da destinare allo sport e allo svago, un museo archeologico ed una pinacoteca.
Oristano che contava diecimila abitanti avrebbe avuto un notevole sviluppo con posti di lavoro e benessere tanto da poter accogliere, in breve tempo, circa trentamila abitanti. Il progetto si presentò accattivante per le autorità locali, ma non fu mai realizzato; infatti nel 1929, avendo Davide Cova rifiutato di iscriversi al Partito Fascista, fu allontanato dal posto di lavoro.
La Scuola D’arte Applicata fu fatta chiudere.
Egli vinse lo sconforto dedicandosi ancor più alla sua professione d’ingegnere, realizzando, molte volte a proprie spese, fattorie, oleifici, opere di bonifica, mantenendosi in qualche modo in contatto con alcuni amici in esilio e nell’Isola.
L’ingegner Cova visse così il periodo di regime fascista nella condizione di sorvegliato speciale e nell’incondizionata fedeltà ai suoi principi ideali.
Nel dicembre 1943 il Comitato di Liberazione Nazionale gli conferisce l’incarico di Sindaco al Comune di Oristano.
Mise ordine alla città sconvolta dagli eventi, attento a rispondere alle esigenze dirette della popolazione, compiendo quelle azioni che servivano, nell’immediato, a dare sostegno alla gente, come l’acquisto dei vaccini contro l’epidemia di tifo, l’ordinanza sull’orto di guerra affinché, nel rispetto delle norme, alla popolazione non mancassero i viveri e l’esercito avesse di che approvvigionarsi, senza doversi servire dei viveri destinati ai civili, le piccole o grandi necessità dei cittadini in tempi assai difficili.
Si rimise all’opera di progettazione del piano regolatore urbanistico di Oristano, quello stesso che ebbe a interrompere nel 1929, per il suo rifiuto della tessera di iscrizione al Pnf.
Istituì il Museo Antiquarium Arborense e nominò un curatore dei beni archeologici provenienti da siti preistorici della Sardegna e dall’antica città di Tharros.
Concluderà il mandato di sindaco nel 1946.
Scompare il 9 maggio 1947, a soli cinquantasei anni, dopo aver organizzato il primo congresso del Partito Sardo d’Azione del dopoguerra, tenutosi a Oristano nei locali del cinema “Arborea”, e mentre collaborava con gli avvocati Piero Sotgiu e Gonario Pinna alla stesura di un “Progetto di Statuto per la Sardegna”.
Fonti:
Wikipedia
Sito Psdaz.net
Rubrica a cura di Ornella Demuru
