SA MATESSI DIE – 13 luglio 1880
Un incendio nella biblioteca dello studioso tedesco Mommsen distrugge la documentazione epigrafica sulla Sardegna

Tutto per colpa d’ una candela. Quarantamila volumi, raccolti con l’ acribia del grande studioso, ridotti in cenere. Accade una notte d’ estate, tra il 12 e il 13 luglio del 1880 a Charlottenburg, un quartiere di Berlino dove lo studioso risiedeva.
L’ incendio divampa nella biblioteca con furore improvviso. Per Theodor Mommsen, proprietario dell’ inestimabile patrimonio di libri nonché gigante della storiografia, è l’ apocalisse. Mani amiche lo trattengono dal gettarsi nella furia.
Perfino Nietzsche, che pure non lo ha in simpatia, ne rimane sconvolto. Commenta con un conoscente, riferendosi alla illustre biblioteca: «Imprese come quella sono molto rare. Raramente si combinano in un individuo memoria prodigiosa e sottigliezza di giudizio». Libri e fuoco, connubio fatale.
L’incendio colpì con particolare durezza la documentazione sarda, segnatamente i fac-simili ed i calchi effettuati dal Nissardi nel suo secondo viaggio, ma anche l’immensa rete di relazioni scientifiche costruite da Mommsen in decenni di viaggi e ricerche in tanti luoghi e in particolare in Sardegna.
Il carteggio fra Mommsen con i corrispondenti sardi ci informano più in dettaglio sulle perdite subite: scrivendo al Crespi da Berlino il 20 agosto 1880 il Mommsen precisava che «la Sardinia è forse quella provincia che ha più sofferto dall’incendio subito. Ciò che più di ogni altra cosa mi sta a cuore è la distruzione quasi totale del frutto epigrafico del secondo viaggio del nostro Nissardi. I calchi hanno periti (sic): ma ho la speranza, che le copie potranno rifarsi sulle notizie prese sui luoghi e probabilmente conservate dal Nissardi. Ho scritto a questo offerendogli qualche compenso pel nuovo lavoro. M’ajuti pure lei per farmi avere una risposta favorevole e sollecita. Dagli avanzi di quelle carte mezzo bruciate non posso tirare quasi nulla. Ma le copie del Nissardi sono buone, e se si rifanno, mi basteranno. Nel caso contrario dovrebbero prendersi le misure necessarie per rifare il viaggio. Vi sono altre molte cose, in cui mi occorrerà il suo ajuto per colmare i vuoti cagionati per l’incendio. Se Ella me lo permette, unirò tutti i quesiti, per cui le nostre Biblioteche non bastano, e la pregherò d’incaricarsi di questo lavoro, come già lo fece altre volte in tempi più felici. Il quarto volume del Bullettino [Archeologico] Sardo dello Spano appartenente alla nostra Biblioteca è pure stato incendiato trovandosi presso di me. Se si trova lì, lo prenda senza riguardo al prezzo. Meglio ancora se si trovasse la serie completa; alla nostra mancava qualche altro volume». E poi una postilla: «Non m’imiti e mi risponda subito per l’affare Nissardi».
Theodor Mommsen nato a Garding nel 1817 e morto a Charlottenburg nel 1903 è stato uno storico, numismatico, giurista, epigrafista e filologo tedesco.
È generalmente considerato il più grande classicista del XIX secolo. I suoi studi sulla storia romana e la storia del diritto romano sono ancora di importanza fondamentale nella ricerca contemporanea.
A coronamento di una brillante carriera accademica e scientifica, e con esplicito rimando al suo trattato Storia di Roma, fu insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1902.
Segnaliamo l’opera dello studioso sardo Oliviero Diliberto dal titolo “La Biblioteca Stregata” Robin Edizioni, 2003 opera con il quale Diliberto si chiede: “Quale maledizione ha colpito la biblioteca di Theodor Mommsen perché lui stesso le dia inavvertitamente fuoco due volte, venga dispersa dagli eredi, bruciata dai bombardamenti e depredata da sconosciuti bibliofili fino a ricomparire misteriosamente al mercato delle pulci a Roma?
Segugio infaticabile, Diliberto ricostruisce la storia e narra il contesto.
Fonti:
Attilio Mastino, Il viaggio di Theodor Mommsen e dei suoi collaboratori in Sardegna per il Corpus Inscriptionum Latinarum, 2004
Wikipedia
Rubrica a cura di Ornella Demuru
