Sull’occupazione in Sardegna
“Mister,oggi vinciamo?”
“Magara!”
“Magari?”
“no, magara, è di più”

Ieri, nel sito online dell’Unione Sarda c’è un articolo sull’occupazione lavorativa in Sardegna.
Il titolo recita “Economia sarda più forte del virus: boom di lavoratori e redditi”
Poi continua, nel corpo dell’articolo “Nel 2020 ecco i numeri: 626.847 buste paga”
Magara, direbbe Mazzone.
Ad occhio; in Sardegna siamo meno di 1,6 milioni di abitanti, tolta la fascia studente, quella pensionata, dovremmo parlare, massimo, di 500 mila occupabili.
Abbiamo più occupati degli occupabili?
Andiamo a cercare la fonte a cui ha attinto il giornalista, qui
Prendiamo quelli nel privato: 290.624 con 11.204.309 settimane lavorate.
Dividendo le settimane per gli occupati, otteniamo una media di 38 settimane. Ma le settimane che compongono un anno, sono 52.
Quindi? Quindi non si dice la realtà delle cose, come al solito, ma “una” verità.
Questi occupati sono, per la maggioranza, a tempo determinato – ad uno, due, tre o sei mesi – quindi risultano gli stessi occupati nello stesso anno: ma sono gli stessi, rioccupati nuovamente.
Tipo le famose navi da guerra di Mussolini.
La realtà è che siamo un popolo di disoccupati, al massimo di precari a cui viene concesso un reddito minimo, giusto per non morire, un popolo drogato.
Serve una forte e coraggiosa politica del lavoro, dell’economia, delle famiglie e della sicurezza di un futuro cui abbiamo diritto, per i nostri figli.
Nessuno ti salva se non vuoi essere salvato.
Noi possiamo cambiarlo.
