Solinas arriva a lodare il grande sacrificio dei sardi, perchè evidentemente l’unica cosa che un buon sardo è in grado di fare è dare la vita per l’Italia.
Non è la rilettura storica che ci lascia sbigottiti, permeata da malizia autonomista, ma anche frutto di bieca ignoranza storica. Quello che non comprendiamo è come facciano alcuni sardi a credere che ci sia un qualsiasi carattere identitario nel PSd’Az, sia a livello storico che attuale.

Come si possa perdere tempo a cercare di salvare un’esperienza come quella del partito in questione che, salvo pochi esponenti, si è sempre espressa con sentimenti anti-sardi e con leader sempre in linea con la visione autonomista, sinonimo di assistenzialismo dallo stato italiano e mai di una ricerca di poteri e dignità per la nostra Natzione. (Il partito zerbino della Lega non basta a capire ciò?)
È strano, inoltre, che il presidente della RAS trovi il tempo per questa pantomima, ma non abbia avuto neanche 5 minuti per un comunicato o un’azione per il ripristino o solo una manifestazione d’interesse per la condizione dell’università e degli studenti di Cagliari. O per dare risposte alle migliaia di persone che hanno manifestato contro lo smantellamento della sanità pubblica in Sardegna.
I sardi davvero vogliono continuare a dare le chiavi del proprio futuro alle classi autonomiste che non vogliono e possono fare gli interessi della Natzione sarda?
Nosu sigheus A Innantis!
