SA MATESSI DIE – 2 Marzo 1390
Brancaleone Doria torna libero dopo 7 anni di prigionia aragonese

Branca de Auria (Brancaleone Doria), imprigionato dai catalano-aragonesi nel 1383, torna finalmente libero.
Il marito della regina Elianora de Abarée (Eleonora d’Arborea) era tenuto da 7 anni nella torre di San Pancrazio a Cagliari. La sua durissima prigionia fu usata come arma di pressione e ricatto nei confronti della sovrana sarda che per liberarlo firmerà, anche a nome della “nació sardesca”, un’esosissima “pace”: questa infatti riporterà i territori sotto il controllo sardo ad una condizione precedente all’inizio della guerra voluta dal padre Mariani (Mariano IV d’Arborea), iniziata nel 1353.
Brancaleone, una volta liberato, parlerà di una pace “fatta malvagiamente e con grande tradimento e violenza”, usando l’amore di Eleonora per il marito prigioniero come arma di ricatto: “E se le dette terre [conquistate dal regno d’Arborea e da tutta la nasione sardischa con buona e giusta guerra] si donarono o tornarono al signor re [d’Aragona], non vi meravigliate, perché la detta signora [Elianora] acconsentì a ciò per amor nostro…”.
Anche per questo Branca ritenne legittimo poter riprendere la guerra. Nel giro di due anni, conducendo sul campo l’esercito sardo, egli arriverà a riconquistare tutti i territori ceduti e a mettere l’assedio al castello di Cagliari, ultima roccaforte dei catalano-aragonesi insieme ad Alghero. Il progetto di una Sardegna completamente libera dallo straniero e unificata sotto la bandiera dell’Albero verde era, ancora una volta, ad un passo dal realizzarsi.
