SA MATESSI DIE – 5 Gennaio 1921
Il grande scrittore inglese David H. R. Lawrence inizia il suo viaggio in Sardegna

Lo scrittore David Herbert Richards Lawrence (Eastwood, 11 settembre 1885 – Vence, 2 marzo 1930) ha 36 anni. Giunge in Italia nel marzo dell’anno prima con Frieda von Richtofen (cugina del famoso “Barone rosso” asso dell’aviazione da caccia tedesco nella guerra appena terminata) che chiama la sua “ape regina”.
Si trova a Fontana Vecchia, sopra i Giardini Naxos in Sicilia, quando decide di fare un rapido viaggio in una terra “diversa” da quelle visitate nell’ultimo anno. Allora pensa alla Tunisia, ma poi decide per la Sardegna.
Sbarcherà a Cagliari proprio il 5 gennaio e attraverserà quasi tutta la Sardegna in treno, un viaggio che durerà meno di dieci giorni: i due David e Frieda partono da Cagliari andranno a Mandas, proseguiranno sempre più per il cuore della Sardegna verso Sorgono e poi per Nuoro.
Su questo breve ma intenso viaggio scriverà un libro: inizialmente pubblicato a puntate per una rivista americana, poi venne edito in volume a New York da Thomas Seltzer (illustrazioni di Jan Juta) col titolo “Sea and Sardinia” ovvero “Mare e Sardegna” diventato famoso da noi nella traduzione di Elio Vittorini.
Quel che viene fuori è una delle più singolari descrizioni del Novecento della nostra isola, creerà una “immagine” della Sardegna che entrerà a pieno titolo nell’idea mitica che molti (anche tra i sardi) hanno dell’isola e della sua “civiltà”.
«La Sardegna è un’altra cosa: più ampia, molto più consueta, nient’affatto irregolare, ma che si perde in lontananza. Catene di colline simili alla brughiera, irrilevanti, che corrono via, forse verso un gruppetto di cime drammatiche a sud-ovest. Questo dà una sensazione di spazio che tanto manca in Italia. Incantevole spazio intorno a un individuo, e distanze da viaggiare, nulla di finito, niente di definitivo. È come la libertà stessa…» David H. R. Lawrence
Tra i libri più famosi di Lawrence ricordiamo Figli e amanti (1913) e L’amante di Lady Chatterley (1928), quest’ultimo a lungo al centro di polemiche e di scandali per l’audacia del linguaggio con cui descrive la vita sessuale dei personaggi.
Rubrica a cura di Ornella Demuru
