SA MATESSI DIE – 29 settembre 1800
Nasce lo storico Pietro Martini, colui che credette autentiche le cosiddette “Carte d’Arborea”

Nato nel nel 1800 a Cagliari Pietro Martini si laureò in giurisprudenza all’Università di Cagliari in utroque iure (diritto civile e in diritto canonico) nel 1823.
Lavorò presso la segreteria di Stato e di guerra del Regno di Sardegna dal 1826 al 1842, quando per motivi di salute lasciò l’impiego e divenne direttore della Biblioteca universitaria di Cagliari.
Negli anni trenta e fino al 1849 fu redattore, assieme ai suoi fratelli Antonio e Michele, del settimanale L’Indicatore sardo, un periodico della Restaurazione che sosteneva l’assolutismo monarchico; negli stessi anni cominciò a pubblicare le prime opere di argomento letterario e storico.
Pubblicò una vasta raccolta biografica sugli uomini illustri della Sardegna nel 1837-38 e si dedicò inoltre alla storia ecclesiastica sarda; la sua opera più importante è la Storia di Sardegna dall’anno 1799 al 1816.
Fu ingannato dalle cosiddette Carte di Arborea, una serie di documenti apparsi nel 1845, che Martini iniziò a pubblicare dal 1846, ma che in seguito si rivelarono il frutto di una falsificazione**; il dibattito proseguì fino al 1870, con il pronunciamento di una commissione dell’Accademia delle scienze di Berlino].
Il falsario non fu mai trovato e quindi non avvenne mai un processo, ma è plausibile ipotizzare che lo stesso Martini abbia partecipato alla creazione del caso delle Carte.
Nelle elezioni del Parlamento del Regno di Sardegna dell’aprile 1848 fu eletto deputato, ma rassegnò le dimissioni alcuni mesi dopo essendo malato.
Morì nel 1866 a Cagliari, dove su sepolto nel cimitero monumentale di Bonaria.
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**Le CARTE D’ARBOREA sono una serie di documenti falsi messi in circolazione dal 1845 da un frate minore, Cosimo Manca da Pattada.
Fra le carte vi erano documenti, cronache, testi giuridici, poemi in latino, in italiano, e in sardo medioevale. In realtà le carte, in maggioranza pergamene, non erano di Arborea ma provenivano da un ufficio di Cagliari ed erano state create da un archivista, certo Ignazio Pillito.
Queste furono accolte con un certo entusiasmo negli ambienti accademici sardi; primo fra tutti fu lo storico reazionario Pietro Martini a dare credibilità alle Carte, pubblicando nel 1863 le Pergamene, codici e fogli cartacei di Arborea.
La originalità di queste carte fu sostenuta anche da molti intellettuali italiani, perché permettevano di annullare il ritardo della poesia italiana rispetto alla poesia di Provenza e di Francia.
Il dibattito sulla loro autenticità proseguì per diversi anni e si concluse solo nel 1870, quando una commissione scientifica dell’Accademia delle Scienze di Berlino, presieduta dal classicista Theodor Mommsen, ne decretò la totale falsità .
Bibliografia:
Carlo Baudi di Vesme, Prima Poscritta alle Osservazioni intorno alla Relazione sulla sincerità dei manoscritti d’Arborea, in Archivio storico italiano, 1871, pp. 142-154
L. Marrocu, Theodor Mommsen nell’isola dei falsari. Storici e critica storica in Sardegna tra Ottocento e Novecento, Cuec, Cagliari 2009.
Pietro Martini, Pergamene, codici e fogli cartacei di Arborea, Cagliari, Timon, 1863.
Pietro Martini, Appendice alla raccolta delle pergamene dei codici e fogli cartacei di Arborea, Cagliari, Timon, 1865.
Attilio Mastino, P. Ruggeri, I falsi epigrafici romani delle Carte d’Arborea, in L. Marrocu (ed.), Atti del Convegno di Studi Le Carte d’Arborea (Oristano 22-23 marzo 1996), Cagliari 1997, pp. 221-274.
Bruno Bentivogli e Paola Vecchi Galli, Filologia Italiana, Milano 2002
Fonti:
Wikipedia
Rubrica a cura di Ornella Demuru
