SA MATESSI DIE – 15 agosto 1936
Muore Grazia Deledda, lascia tutto ai suoi figli Sardus e Francesco

«Oggi ventisei aprile mille novecento trentacinque, pienamente sana di mente e di corpo dispongo delle mie ultime volontà .
Lascio ai miei due figli Sardus e Francesco Madesani quanto mi appartiene perché se lo dividano di comune accordo, con l’obbligo, però, di versare entro tre mesi dopo la mia morte, detraendola dalla comune eredità , la somma di lire italiane cinquanta mila (50.000) alla mia nipote Mirella Morelli di Roberto Morelli e Giuseppina Deledda, come ricordo per la buona compagnia che essa mi fece durante la sua fanciullezza e perché essa abbia sempre a praticare gli insegnamenti che maternamente le ho dato».
È il 26 aprile 1935 quando Grazia Deledda redige il suo testamento, circa un anno prima della morte.
Un tumore al seno di cui soffriva da tempo la portò alla morte nel 1936, quasi dieci anni dopo la vittoria del premio. Sulla data del giorno di morte c’è controversia: alcune fonti riportano il 15 agosto, altre il 16.
Le spoglie della Deledda trovarono sepoltura nel cimitero del Verano a Roma, dove rimasero fino al 1959 quando furono traslate nella sua città natale di Nuoro.
Da allora sono custodite in un sarcofago di granito nero levigato nella chiesetta della Madonna della Solitudine, ai piedi del monte Ortobene, che tanto aveva decantato in uno dei suoi ultimi lavori.
Lasciò incompiuta la sua ultima opera Cosima, quasi Grazia, autobiografica, che apparirà in settembre di quello stesso anno sulla rivista Nuova Antologia, a cura di Antonio Baldini e che poi verrà edita col titolo Cosima.
Quando detta le disposizioni testamentarie sono passati quasi dieci anni dall’attribuzione del premio Nobel per la letteratura. La sua fama è dunque già ben consolidata e la sua esistenza agiata, accanto al marito Palmiro Madesani (che morirà dieci anni dopo) e i due figli.
Da tempo non fa più rientro a Nuoro nella casa di famiglia, acquistata comunque dall’amico Elia Sanna Mannironi che la preserverà sino alla destinazione come museo che ha attualmente nella via ora intitolata alla scrittrice nel rione Santu Predu.
Fonti:
La Nuova Sardegna
Wikipedia
Rubrica a cura di Ornella Demuru
