SA MATESSI DIE – 3 agosto 1749
Nasce Domenico Azuni, uno dei maggiori esperti mondiali di diritto commerciale e della navigazione dell’800

Domenico Alberto Azuni nato a Sassari da una famiglia della medio borghesia, suo padre infatti era un noto farmacista, a 23 anni si laureò in leggi nell’università della sua città natale.
Dopo due anni di pratica a Sassari si trasferì nel 1774 a Torino dove svolse la professione fino al 1777 quando divenne funzionario dell’ufficio generale delle “Finanze Reali”.
Fu inviato a Nizza come giudice del tribunale del commercio marittimo e qui si dedicò assiduamente agli studi di giurisprudenza. Si interessò alle norme internazionali in vigore nei principali scali europei legate ai problemi dei traffici e degli scambi derivanti da attività marinare.
Questo suo lavoro si concretizzò tra il 1786 e 1788 con la pubblicazione del “Dizionario universale ragionato di giurisprudenza mercantile” che gli procurò numerosi riconoscimenti tra i quali il titolo di senatore che gli conferì il re Vittorio Emanuele III che, nel 1791, lo incaricò di predisporre il codice della marina mercantile del Regno di Sardegna.
Quando nel 1792, Nizza fu occupata dai francesi, Azuni abbandonò tutti i suoi beni e si rifugiò a Torino dove trovò solo invidie e gelosie dovute ai riconoscimenti reali e alla sua prestigiosa carriera. Accusato di giacobinismo, tentò di rientrare nella sua Sardegna senza riuscirvi e fu costretto a trasferirsi in varie città italiane tra le quali Firenze, Venezia, Trieste e Modena.
Il 29 giugno 1795 divenne socio dell’Accademia delle scienze di Torino.
Nonostante il periodo negativo, non tralasciò mai gli studi e le ricerche e nel 1796 pubblicò, grazie all’aiuto del Granduca di Toscana, “Sistema universale dei principi del diritto marittimo d’Europa”.
Durante questi anni di esilio aveva lavorato al Sistema universale dei principi del diritto marittimo d’Europa che pubblicò in due tomi fra il 1795/76 a Firenze e, nel 1798, con una lettera dell’avvocato napoletano Bartolomeo Pagano a Ignazio Ferrante, allora consigliere del Supremo Magistrato di Commercio, gli fu mossa un’infondata accusa di plagio dell’opera di Michele de Jorio per incarico di Ferdinando IV.
Non dimenticò mai la sua Sardegna e le dedicò, tra il 1799 e 1802, il libro scritto in francese “Essai sur l’histoire geographic, politique et naturelle du royaume de Sardaigne” dove, considerando l’isola al centro del Mediterraneo, ne individuava i problemi economici e gli sviluppi futuri.
Scriveva in questo saggio Domenico Alberto Azuni:
“Il mio unico scopo è ricordare alla Nazione lo studio dell’economia politica, e di stimolarla a mettere ogni cura nel commercio, nell’industria, nelle manifatture, nella navigazione. La posizione dell’isola al centro del Mediterraneo, tra i due grandi continenti d’Africa e d’Europa; la molteplicità delle sue produzioni, le cui considerevoli eccedenze possono essere annualmente esportate; la sicurezza dei suoi porti; la ricchezza dei suoi mari, dovrebbero renderla consapevole che essa è destinata dalla Natura ad avere un rango distinto fra le Nazioni commercianti dell’Universo.”
C’è dunque in Azuni, come lui stesso scrive, la volontà di “testimoniare pubblicamente l’attaccamento alla mia patria” e contribuire alla “felicità della Nazione”.
Divenuto uno dei maggiori esperti mondiali di diritto commerciale e della navigazione Domenico Azuni riscosse tanta fama fino a ottenere da parte di Napoleone l’incarico di partecipare alla stesura del “Code de commerce”, che fu adottato nel 1807. Ottenuta la cittadinanza francese, andò a vivere a Parigi.
Ma poi cadde in disgrazia con la sconfitta francese e perse ogni incarico ritirandosi a Genova. Finalmente nel 1818, forse per intervento diretto del re Vittorio Emanuele I, fu nominato giudice del Consolato di Cagliari e in seguito divenne presidente della biblioteca dell’università.
Domenico Alberto Azuni morì il 23 geannio 1827 a Cagliari e, secondo il suo volere, fu sepolto nella basilica di Bonaria.
A Sassari gli è dedicata una centralissima piazza, dove è stato collocato il suo monumento, ed un Liceo classico.
Cagliari gli ha dedicato una via del centro storico e l’Istituto Professionale di Stato per i servizi commerciali, turistici.
Fonti:
Treccani
Wikipedia
Rubrica a cura di Ornella Demuru
