SA MATESSI DIE – 28 giugno 1940
Casimiro Fois abbatte l’aereo del mitologico fascista Italo Balbo, uccidendolo

“L’aquila del fascismo”, l’unico gerarca che il duce temeva, con quell’aria spregiudicata e moschettiera che seduce e irrita Mussolini, è Italo Balbo, virtuoso dello squadrismo, quadrumviro, trasvolatore, padre dell’aeronautica ma che finisce col morire proprio in volo e per un’incredibile beffa.
Sono le 17,35 del diciannovesimo giorno di guerra, il 28 giugno 1940. L’Italia è impegnata in Africa contro gli inglesi.
Le mitragliere da venti dell’incrociatore San Giorgio, ancorato in rada, spediscono verso il cielo bordate di proiettili.
Il bersaglio? Due aerei presunti inglesi, in realtà due trimotori color piombo, i “gobbi maledetti” dell’aviazione italiana, resi sospetti da una precedente incursione della Raf e dal gioco del sole.
Il primo aereo, raggiunto sotto l’ala destra, è in difficoltà. Il pilota si avvicina alla pista per atterrare. Il bersaglio è troppo facile, un invito a nozze. Una fiammata investe la fusoliera, centrata in pieno.
“Giuro, c’era foschia quel tardo pomeriggio ed eravamo appena scampati ad un bombardamento inglese. Non potevamo sapere che con quella raffica di contraerea avevamo appena abbattuto per errore il trimotore ‘Savoia – Marchetti 79’ pilotato da Italo Balbo, il Governatore generale della Libia, all’epoca colonia italiana” sostiene ancora oggi Casimiro Fois, chiamato dai suoi compaesani “tziu Miro”, nato a Giba il 5 ottobre del 1917 e dove tutt’ora risiede, affrontando più volte la morte ma sempre con il sorriso e una grande forza.
“Vedemmo arrivare due aerei, ad altezza non molto elevata e provenienti dalla stessa direzione ovest che avevano preso i bombardieri Inglesi qualche giorno prima. Non avendo visto segni di riconoscimento appena giunti a tiro da tutte le unità partirono le raffiche delle mitraglie. Noi sparammo pochi colpi in quanto un Tenente di Vascello aveva riconosciuto quegli aerei per nostri ma ormai fu troppo tardi ma l’aereo colpito, nel tentativo di atterrare nel campo di aviazione poco distante si schiantò al suolo. In un dispaccio diretto all’Ammiragliato si comunicò dell’avvenuto abbattimento ma l’Ammiraglio rispose “Imbecille, quello era l’aereo di Italo Balbo con lui a bordo”.
Il Savoia Marchetti esplode in una palla di fuoco.
Si leva rauco un grido di esultanza, i serventi ai pezzi si abbracciano festosi. Pochi minuti e Casimiro Fois apprenderà di avere abbattuto l’aereo del loro comandante, il Savoia Marchetti (SM) 79 I Manu di Italo Balbo. Nove passeggeri, nessun superstite.
Lo Stato italiano ha, comunque, riconosciuto il valore di Casimiro premiandolo con varie onorificenze tra cui: la Croce al Merito di Guerra, il Diploma d’Onore al Combattente per la Libertà d’Italia, la Medaglia Commemorativa della Spedizione in Albania.
Il 28 marzo del 2021, Casimiro Fois, 103 anni e mezzo, e la moglie Maddalena, 94 anni, si sono sottoposti al vaccino anti Covid a Carbonia.
Una vita lunga e in salute.
Fonti:
L’Unione Sarda
Tottus in paris, giornale online
Il Corriere della Sera
Rubrica a cura di Ornella Demuru
