SA MATESSI DIE – 26-27-28-29-31 dicembre 1795

26 dicembre 1795
Il notaio cagliaritano Francesco Cilocco -“notaio di cause e non di beni” come egli stesso ebbe a qualificarsi presso la giustizia regia, valente e rinomato oratore, partito da Cagliari in rappresentanza degli Stamenti, verso la cittĆ di Sassari, s’imbattĆ© in numerose compagnie di popolani armati fra Semestene e Bonorva, e si avviò con gli stessi verso Sassari per investirla come ribelle alla capitale.
27 dicembre 1795
Francesco Cilocco si unirĆ a Florinas con l’avvocato Gioachino Mundula e i suoi aderenti. A Serrasecca gli vanno incontro i capitani dei battaglioni miliziani di Osilo, Sorso, Sennori, Usini, Usini, Tissi, Ossi, Tiesi, Mores, Uri, Ploaghe, Sedilo e di molti altri comuni. Con questi l’esercito ascendeva a 13.800 persone di turbe sfrenate. La notte del 27 dicembre la cavalleria sottostava dinanzi le mura di Sassari. Cinquecento miliziani di Osilo occupavano l’oliveto detto “dell’Osteria vecchia” di fianco al Castello.
Cilocco e Mundula assegnavano a ciascuna compagnia il suo luogo d’azione e disponevano i combattenti contro le varie porte della cittĆ scegliendo per essi il convento di SantāAgostino come a quartiere generale.
28 dicembre 1795
Giunti alle porte di Sassari si aprirĆ il fuoco e per lunghe ore si terrĆ battaglia.
Venuti poi a parlamentare Mundula e Cilocco, per patto della cessazione delle ostilitĆ , chiedono prigionieri lāarcivescovo monsignor Giacinto Della Torre, agostiniano dei conti di Lucerna, il governatore cavalier Santuccio, lāassessore Quesada e lāavvocato fiscale Belly, quali principali disconoscitori dei viceregi comandi nella questione delle cose feudali.
Esigevano inoltre che si abolissero i pregoni (bandi) e tutti gli altri provvedimenti presi dal governatore dopo il 23 agosto.
PerchĆ© sangue cittadino più non si versi lāarcivescovo e il governatore cedono alle condizioni dandosi spontaneamente nelle loro mani, mentre il Belly e il Quesada si rendono irreperebili.
29 dicembre 1795
Cilocco e Mundula entrano a Sassari con le loro truppe. La guarnigione depone le armi. Lāarcivescovo e il governatore vengono condotti prigionieri nel quartiere di SantāAgostino. Le speranze di far terminare i soprusi dei baroni contro il popolo sembrano a portata di mano.
31 dicembre 1795
Cilocco e Mundula abbandonano, in sul mezzodƬ, la cittĆ di Sassari affidandone lāautoritĆ suprema allāintendente Fois, e partono per Cagliari scortando i due prigionieri.
Nel frattempo a Cagliari il vicerƩ Vivalda informato dei fatti succedutisi a Sassari da un corriere spedito dal governatore di Alghero rimaneva atterrito al sapere che si era agito in suo nome.
Spediva affrettatamente un corriere, il quale raggiungeva presso Oristano Mundula e Cilocco coi prigionieri, ai quali ordinava lāimmediata liberazione degli stessi prigionieri ed il licenziamento delle squadre.
Mundula trattenne il corriere e proseguƬ per Cagliari.
Ad Uras si incontrava col canonico Ledà , con Musso e Pintor, messaggeri del viceré e degli Stamenti, che ripetevano gli stessi ordini.
Ma Mundula tenne duro nei suoi propositi e tirò innanzi senza dare ascolto ad alcuno.
Il seguito e il senso della volontĆ di entrare a Cagliari con il governatore e lāarcivescovo arrestatiā¦.. al prossimo anno 2023ā¦. andremo al 1 gennaio 1796
Fonti varie
Nota bene, l’immagine non ritrae personaggi sardi ma propri della Rivoluzione francese
