SU BISU DE SA SARDA REVOLUTZIONI / IL SOGNO DELLA SARDA RIVOLUZIONE
L’invasione francese

Continua anche oggi il nostro percorso verso Sa Die de Sa Sardigna. Nel post di oggi, ci occuperemo degli eventi legati all’invasione francese.
Ieri abbiamo ricordato brevemente gli avvenimenti che portarono la Sardegna sotto il controllo sabaudo. L’assenza di una convocazione degli Stamenti, la quale era vista da questi ultimi come una delegittimazione delle istituzioni sarde, non faceva che acuire il malcontento nell’Isola.
L’immobilismo della classe dirigente sabauda non manca neppure in situazioni di crisi, legate ad eventi di tipo bellico. La neonata Repubblica Francese decise, difatti, di colpire l’Isola, in quanto terra agricola e luogo strategico nel Mediterraneo.
L’esercito repubblicano e la flotta, guidati dal contrammiraglio Laurent Truguet, giunsero al largo di Cagliari il 21 dicembre 1792, ma furono sbaragliati da una burrasca. Tuttavia, sbarcarono sulle isole di Sant’Antioco e di San Pietro, le quali furono conquistate senza difficoltà.
Vista l’assenza di risposte da parte della corte di Torino, lo Stamento Militare decise autonomamente di reclutare, a proprie spese, quattromila volontari per la difesa del litorale cagliaritano. L’adesione fu massiccia, considerando anche la forte valenza del conflitto, visto come una “guerra di religione” contro gli empi rivoluzionari repubblicani francesi.
Fu a partire dal 23 gennaio che la flotta francese si insediò nel golfo di Cagliari, presenza che culminò con i bombardamenti contro la città nel 28 dello stesso mese. Successivamente, tra l’11 e il 13 febbraio, i francesi sbarcarono presso il litorale di Quartu, ma dovettero far fronte alle milizie sarde, le quali ebbero la meglio. Relativamente a questi eventi, si conserva una lapide posta all’interno della chiesa di Sant’Efisio, come ringraziamento per la protezione accordata dal santo alla città. Difatti, posta la statua del santo su di un baluardo del porto, in seguito ad un sogno profetico, tra la notte del 17 e del 18 febbraio, si innalzò una violenta tempesta che costrinse le truppe francesi all’abbandono del golfo nei giorni successivi.
Nel mese di maggio, le isole di Sant’Antioco e di San Pietro furono liberate da una flotta spagnola.
Si concluse così il fallimentare tentativo di invasione dei francesi. Gli uomini che presero parte alla milizia sarda, ebbri di vittoria, fecero ritorno ai loro paesi, nei quali si diffuse sempre più il sentimento patriottico e di unità nazionale. Intanto a Cagliari, in seno agli Stamenti, il fermento politico non sembrava arrestarsi, ancor meno in seguito agli eventi bellici e alla pronta risposta manifestata dalla popolazione sarda. Dall’Isola, le rivendicazioni proseguivano, tra la sordità della Corte torinese.
