SA MATESSI DIE – 7 Aprile 1901
Maestri e maestre sardi reclamano allo Stato italiano l’istruzione popolare

Gli insegnanti elementari sardi al loro Congresso di Oristano, reclamano che lo Stato si assuma la responsabilitĆ dell’istruzione popolare.
All’inizio del secolo la Sardegna, pur registrando notevoli progressi, nella diffusione dell’istruzione elementare, ĆØ, dopo Calabria, Basilicata, Sicilia, Abbruzzi, Molise e Puglia nell’ordine, la terra sotto il Regno d’Italia a più alto tasso di analfabetismo: 68,3% contro una media italiana del 48,7%.
I maestri denunciano nella politica delle amministrazioni locali uno degli ostacoli principali alla crescita dell’alfabetizzazione.
Perciò si chiede con urgenza una legge che “tolga gli insegnanti dalla dipendenza dei comuni”.
Molti comuni sardi infatti (soprattutto quelli più piccoli), non sono in grado di sopportare l’onere finanziario di stipendi, edilizia e attrezzature scolastiche: da qui una serie di gravi disfunzioni, prima fra tutte l’insufficienza dei locali.
Oltre a reclamare una uguale retribuzione tra maestri e maestre, i congressisti di Oristano, sollevano ante litteram una spinosa questione che non ĆØ soltanto didattica, ma anche politica: l’eventuale abolizione dell’insegnamento della religione.
Il tema scatena discussioni animate.
*Non abbiamo trovato notizie in merito ad eventuali posizioni del Congresso relativamente ai temi della lingua, della cultura e della storia della Sardegna: chi ne fosse in possesso intervenga mettendole a disposizione del dibattito.
Foto: Piero Pirari, Nuoro, gli alunni della scuola elementare 1904 (Fondo Pirari)
Rubrica a cura di Ornella Demuru
