SA MATESSI DIE – 16 dicembre 2016
Muore Fra Lorenzo, la guida spirituale dei sardi

Fra Lorenzo, al secolo Benvenuto Pinna originario di Sardara, nasce nel 1919 e avrebbe compiuto 97 anni di età qualche giorno dopo la sua morte, ottanta dei quali trascorsi nella famiglia cappuccina.
È infatti il 20 settembre 1936 quando si presenta, accompagnato dal padre, nel convento di viale fra Ignazio per chiedere di essere ammesso al noviziato.
È accolto da fra Nicola da Gesturi del quale diventa collaboratore con l’incarico di aiuto cuoco. Primi dieci mesi a Cagliari, poi il trasferimento a Fiuggi e Poliano per completare il noviziato e fare le professioni temporanea e perpetua, prima del ritorno, sempre nel capoluogo, nel 1947, con la qualifica di infermiere del convento.
L’anno successivo lancia una delle sue realizzazioni più conosciute, il presepe meccanico, che richiama ogni anno numerosi visitatori.
Altra bella e caritatevole iniziativa è la farmacia del povero: la distribuzione gratuita di campioni medicinali che rappresentati e medici regalano al frate per destinarli ai bisognosi. Uomo di grande spiritualità, ogni anno, dal ’76 al 2000, va da eremita sul monte Arcuentu dove, a contatto con la natura, trascorre le sue giornate di preghiera e meditazione.
Il suo superiore provinciale, padre Giovanni Atzori, ha detto del ministero speciale di fra Lorenzo: «Ha distribuito tante medicine per il corpo e molte di più per l’anima».
Fonda l’associazione “Amici di Fra Lorenzo, attiva in una trentina di comuni tra Cagliaritano e Medio Campidano, per dare assistenza ai bisognosi.
“È incredibile ma fra Lorenzo non può morire, non ci può abbandonare”.
Sono solo alcuni commenti che, a centinaia, vengono come bisbigliati dai fedeli nel salone del Convento di Sant’Ignazio il giorno della sua morte.
Commenti perlopiù di ammirazione, di grande rispetto, di affetto sconfinato seguito o preceduto dalle lacrime e dal dolore della perdita. Era anziano e tutti lo sapevano, ma la Sardegna intera piange un fratello tutto studio e lavoro, dedito mattina e sera alla preghiera, per giorni, mesi e anni nei quali ha sempre manifestato rispetto per il prossimo, diventando un esempio di umiltà e di sensibilità.
Fonti varie
Rubrica a cura di Ornella Demuru
