SA MATESSI DIE – 28 marzo 1370
Mariano IV dopo un lungo assedio conquista Osilo

Dopo la pace fra i sardi e gli aragonesi delineata nel 1355 a Sanluri, Mariano riuscì a riorganizzarsi per proseguire in un momento successivo la guerra. Inoltre, grazie ai matrimoni del suo erede Ugone con la figlia maggiore di Giovanni di Vico e quello di sua figlia Beatrice con Aimerico VI, visconte di Narbona e futuro ammiraglio di Francia, ottenne importanti e prestigiosi alleati.
Agli inizi dello stesso decennio vi fu una trattativa matrimoniale per far sposare una delle figlie di Mariano con il futuro re Pietro II di Cipro.
Dopo la pace di Sanluri, nel 1365 le ostilità ripresero, questa volta anche con il benestare di papa Urbano V che concesse a Mariano la licenza invadendi.
Ma a differenza della precedente fase della guerra, in cui lo stesso sovrano era giunto in Sardegna per sconfiggere l’Arborea, ora i catalani erano impegnati nella cosiddetta guerra dei due Pietri, e non poterono mandare nulla di più che una qualche compagnia, mentre il giudice assediava nuovamente Cagliari, occupava Villa di Chiesa e spadroneggiava ormai in tutta l’isola.
Solo dopo la fine della guerra contro la Castiglia il re d’Aragona poté riunire sufficienti forze per contrastare il giudice.
Nel 1368 re Pietro lanciò una spedizione sotto la guida di Pedro Martinez de Luna, marito di una nipote di Mariano IV, Elfa de Xèrica.
Costui guidò un esercito fin sotto le mura di Oristano, ponendola d’assedio. L’esercito catalano-aragonese, con le spalle scoperte, venne intrappolato dall’attacco combinato di Mariano e del figlio Ugone (futuro giudice), che uccisero sul campo anche lo stesso grande capitano de Luna.
Nel 1370 Mariano occupò Sassari, che dopo un lungo assedio, cedette entrando a far parte del complesso territoriale giudicale e nello stesso anno una sua ambasceria giunse ad Avignone per la richiesta, da parte di alcuni cardinali al papa, di ricomporre la sua “lite” con il re d’Aragona.
Nel frattempo il governatore del Capo del Logudoro, Dalmazzo de Jardì, comprò per 3000 lire di alfonsini minuti, l’aiuto di Brancaleone Doria contro il giudice.
Ma l’aiuto del Doria fu scarso e limitato, tant’è che la sua viene giudicata una guerra di bestiame, soprattutto contro i Bosani che rapirono agli abitanti di Monteleone e Capula (Bonnannaro) diverse mandrie di bestiame.
Dopo la morte improvvisa della moglie di Ugone, avvenuta nel dicembre del 1370, l’esercito arborense, dopo un prolungato assedio, entrò il 28 marzo 1370 ad Osilo.
Nel novembre dello stesso anno si arrivò a una tregua tra Brancaleone Doria e Mariano, tregua che fu, molto probabilmente, l’occasione per parlare del un contratto matrimoniale tra lo stesso Brancaleone e la figlia del giudice, Eleonora. Sappiamo comunque che prima dell’autunno del 1376, le nozze non vennero celebrate, forse a causa della prematura morte del padre Mariano IV d’Arborea.
Veniamo a conoscenza, infatti, che un certo Nichola di Bosa, presentatosi con una delegazione al cospetto di Pietro IV d’Aragona, riferiva al sovrano la morte del giudice avvenuta nel marzo dello stesso anno (1376), forse a causa della peste scoppiata furiosa l’anno precedente.*
Alla morte di Mariano IV subentrò, secondo le regole di successione della corona de logu, il donnikellu Ugone, (III) figlio primogenito del defunto giudice.
Fonti:
Cinzio Cubeddu
Wikipedia
* Facciamo notare che secondo Mauro Sanna, che ricava il dato dalle lettere del re d’Aragona, la morte di Mariano sarebbe avvenuta nella seconda metà di maggio del 1375 (cfr. “La morte di Mariano IV d’Arborea nella corrispondenza di Pietro il Cerimonioso”, nel volume “Momenti di cultura catalana in un millennio”, Napoli, 2003).
