LINGUISTULARITÀ IN COSTITUZIONE
La notizia piomba, tra una dimissione e una perquisizione in viale Trento, con la forza del coupe de theatre, a raccontare la zampata del fuoriclasse mai domo.
di Enrico Cocco

La notizia piomba, tra una dimissione e una perquisizione in viale Trento, con la forza del coupe de theatre, a raccontare la zampata del fuoriclasse mai domo.
A Roma, nella giornata di ieri il presidente Solinas ha incontrato il ministro per gli affari regionali Calderoli. Tavolo finalizzato a “sostenere alcune delle grandi rivendicazioni della Sardegna” e “per l’avvio dell’iter per una legge costituzionale di iniziativa governativa per modificare lo Statuto includendo la tutela della lingua sarda”.
Insomma, più che di “vertice” politico, nelle ovattate sale del ministero l’unico “vertice” palesatosi immaginiamo possa essere stato quello formato dalla postura deferente del Nostro, fronte china a terra e natiche aggettanti verso il cielo romano. Una sorta di volo della speranza, un andata e ritorno nell’Urbe per uscire dal cul de sac e sbandierare i consueti temi identitari con cui il sardismo si conforta le rare volte in cui si libera dello sconcerto di essere diventato sezione locale della Lega Salvini Premier.
D’altra parte, dopo “epocale” battaglia ed “epocale” successo nel riconoscere le nostre ataviche tare in quanto isolani in costituzione, era necessario il successivo passo volto a mitigare la nostra genetica incapacità nella tutela della nostra lingua, nella biologica impossibilità di sviluppare una nostra cultura nazionale. Il tutto (e possiamo dormire i nostri minorati sonni tranquilli) grazie anche ad ulteriore interlocuzione con la ministra Maria Alberta Casellati, politica nota alle cronache come ” la miglior candidata possibile a qualsiasi ruolo a patto di essere bruciata”.
Attendere le dimissioni dell’intera giunta è ormai il minimo che ci si possa aspettare come risarcimento a questi anni di violenza verso la nostra intelligenza.
Ma titola oggi l’Unione: “Elezioni anticipate? Non c’è motivo”. Sicuri? Avete chiesto a Roma? Che dicono?
