EMERGENZA IDRICA IN SARDEGNA: NON POSSIAMO STARE A GUARDARE

Abbiamo avuto una lunga e calda estate. E sarebbe ipocrita negare che a chi vive sulla costa questo non faccia piacere.
Però ora il conto rischia di arrivare salato, con gli invasi vuoti, l’agricoltura che soffre, e il rischio di dover insegnare ai nostri figli che ci si lava solo a certe ore, con l’acqua razionata, come non accadeva più da tempo.
Questa vicenda ci insegna che la coperta è corta, gli interessi molteplici, la società in tempi di crisi ecologica da ripensare.
Intanto bisogna anticipare il futuro:
>Collaudare le nostre dighe perché possano aumentare la capienza.
>Completare gli invasi incompiuti.
>Rinnovare una rete colabrodo che in Sardegna perde il 50% dell’acqua (le immagini di Sestu l’altro ieri facevano impressione, ma sono quasi la regola).
>Evitare gli sprechi a partire dai comportamenti quotidiani.
>Riforestare per favorire il ciclo naturale delle piogge.
A innantis! ![]()
FRANCISCU SEDDA
