SA MATESSI DIE – 5 agosto 1490
Alla fine del Medioevo Ollolai viene distrutta da un incendio

L’incendio distrusse gran parte dei rioni del villaggio.
Le cause del disastro furono viste nella “disamistade” di quegli anni tra le due famiglie più potenti del paese, gli Arbau e i Ladu: i primi erano favorevoli agli Aragonesi, i secondi parteggiavano per Arborea.
Accadde che un figlio dei Ladu, che studiava nel convento dei frati francescani, venne ucciso e il suo corpo fu ritrovato nel pozzo dell’orto del convento.
Del delitto, probabilmente imputabile agli Arbau, vennero accusati i frati che, abbandonando in tutta fretta il villaggio, portarono con loro solo un pregevole Crocifisso ligneo, ancora oggi conservato nella Cattedrale di Santa Giusta a qualche chilometro da Oristano.
Due giorni dopo la loro partenza, il 5 Agosto dell’Anno Domini 1490, le fiamme avvolsero il convento e si estesero per tutti i sette rioni della Ollolai del tempo, lasciando tutto in cenere tranne il nucleo originale del paese, su cui insiste il centro moderno.
La leggenda attribuisce l’incendio alla maledizione lanciata dai frati che, nel partire per non più tornare, del paese batterono anche la polvere dai calzari, affinché niente andasse con loro.
È molto più probabile che l’incendio fosse dovuto a una rappresaglia contro gli ollolaesi, ancora fedeli alla ormai estinta casata degli Arborea a cui i francescani erano legati.
Dalle devastanti fiamme si salvò soltanto la chiesetta del convento di San Basilio e il piccolo sobborgo che si trovava dalla parte opposta dal quale poi il paese di Ollolai risorse.
Secondo la tradizione orale, erano sette i rioni dell’antica capitale della omonima Barbagia: Ollolai, su Trihinzu, Moroniai, Donniheddu, Mirisone, Orrocohina, Su ‘e Pezzi. Protetto dal Santo patrono non scampò, come abbiamo detto, che il primo.
Ricostruito il paese, nel 1604 fu incorporato dagli aragonesi nel ducato di Mandas, feudo dei Maza.
Sulla Ollolai medievale lo scrittore Micheli Ladu ha scritto un romanzo in lingua sarda dal titolo “S’àrvule de sos sardos” edito da Condaghes – Paberiles, 2005
Fonti:
Wikipedia
Pietro Meloni, “Effemeride sarda”
Rubrica a cura di Ornella Demuru
