SCUOLE SARDE SOTTO ATTACCO E CASE DELLO STUDENTE CHIUSE DOPO MESI. SERVE UNA POLITICA PER GLI STUDENTI E DEGLI STUDENTI!
Per noi di A innantis! il diritto dei sardi a poter studiare è sempre stato sinonimo di diritto all’autodeterminazione dei singoli e della nostra comunità natzionale.

Questo nostro diritto oggi è colpito doppiamente in Sardegna: non solo gli studenti universitari si ritrovano a dover lottare contro il caro affitti e le gravi inefficienze amministrative (come l’ormai ‘’sarà pronto entro l’inizio 2023’’ campus di viale la Playa, che invece rimane ancora vergognosamente chiuso) ma anche il mondo della scuola è fortemente attaccato dal taglio alle autonomie scolastiche voluto dal governo italiano, che priverà i territori sardi dell’efficienza necessaria per gestire le scuole montane o più isolate.
In entrambi casi il problema è l’agenda neoliberista in cui gli sforzi per garantire i diritti dei più fragili vengono sempre catalogati come sprechi piuttosto che come investimento sul futuro della nostra terra.
Infatti il danno umano, sociale ed economico non si restringe solo al numero di chi non può studiare in città per la mancanza di una camera nella quale vivere; non solo alla città di Cagliari che dovrebbe essere ‘’universitaria’’ e dunque trarre vantaggio dall’accoglienza degli universitari; a questo bisogna aggiungere tutto il sommerso di ragazzi che hanno rinunciato a studiare molto prima di arrivare all’università , sia per la mancanza di sostegno economico per sostenere gli studi, ma specialmente per tutto il sistema scolastico e di trasporti completamente inadeguato ai territori che vivono gli studenti sardi.
Una volta che gli ostacoli per ottenere un’istruzione diventano insormontabili per troppi ragazzi, chi pensiamo che continuerà ad andare nei nostri atenei o continuerà a generare ricchezza culturale ed economica nei nostri territori?
Soprattutto nel caso delle autonomie scolastiche è lampante, ancora una volta, come le decisioni prese da un governo straniero come quello italiano non siano adeguate alla gestione di un’isola con caratteristiche peculiari come la Sardegna e che questo intacchi dalla base la possibilità di avere un futuro come popolo.
Ora gli studenti hanno bisogno di una politica che dia risposte concrete su tutti i livelli, capace di aggredire i problemi. Queste secondo noi di A innantis! sono le immediate priorità :
1) bisogna che la Sardegna cambi decisamente postura rispetto alla sudditanza con cui sono state subite le decisioni passate e difenda il diritto allo studio nei nostri territori anche nella conferenza con lo stato italiano e le varie regioni d’Italia, in modo da fermare lo smantellamento del nostro sistema scolastico territoriale;
2) bisogna aprire al più presto il campus di viale la Playa, uscire fuori dall’ambiguità di una gestione che abbiamo più volte denunciato, dare a studenti e studentesse la possibilità di avere alloggi a prezzo calmierato;
3) bisogna elaborare e portare avanti un piano per dotare Cagliari e la Sardegna di strutture universitarie (sia di studio che di alloggio) moderne e non fatiscenti come quelle che oggi ci ritroviamo, anche recuperando gli spazi che la città offre e che oggi sono per la gran parte occupati dalla presenza militare.
Per far tutto ciò c’è bisogno di una nuova politica sarda che abbia a cuore le sorti di questa nostra natzione. E per una nuova politica sarda c’è bisogno che gli studenti e le studentesse sarde si impegnino per esserne protagonisti.
A innantis! ![]()
