SU BISU DE SA SARDA RIVOLUTZIONI / IL SOGNO DELLA SARDA RIVOLUZIONE
La Sardegna sotto il dominio sabaudo / Sa Sardigna in sa dominatzioni sabàuda

In occasione de Sa Die de sa Sardigna, andremo a ripercorrere le tappe che portarono agli eventi di quel 28 Aprile del 1794. In questo primo post cercheremo di delineare il contesto storico-politico e sociale nel quale i fatti si verificarono.
In seguito ai Trattati di Londra (1718) e dell’Aia (1720), dopo la breve parentesi austriaca (1713-1718) dovuta alla Guerra di Secessione Spagnola (1701-1714), la Sardegna conobbe un nuovo dominatore, la casa Savoia.
Benché la Sardegna permise al casato di fregiarsi del titolo regio, Torino rimase la capitale e la sede della corte. L’Isola, la quale versava in condizioni economiche critiche, non conobbe inizialmente nessun intervento volto a un riassetto dell’economia o a un controllo dei territori; ciò non fece che favorire l’aumento del banditismo in opposizione al regime feudale instaurato dalla dominazione aragonese. Inoltre, i proventi delle risorse locali (mineraria, forestali, ecc.) non furono reinvestiti nel territorio sardo, provocando di conseguenza un ulteriore impoverimento.
In merito alle istituzioni locali presenti, il Parlamento, formato dai tre Stamenti (militare, ecclesiastico e civile), fu mantenuto ma non convocato, sulla scia dell’usanza assolutista diffusa in Europa, e permase la figura del viceré.
L’assenza di una convocazione degli Stamenti, da parte del re, era vista come un atto di delegittimazione dello stesso Parlamento. A questo si aggiungeva l’assenza del sovrano sull’Isola, il quale non vi si recò fino al 1798, costretto dalle battaglie francesi.
In un clima di malcontento politico e sociale, le idee rivoluzionarie e illuministe, che portarono alla Rivoluzione Francese del 1789, circolavano e non solo in contesti aristocratici e borghesi.
Il Settecento Sardo divenne un periodo di rinascita culturale, caratterizzato da un senso di “identità nazionale” distinta da quella italiana.
Si segnala, difatti, il rafforzarsi dell’uso del sardo, in particolare nell’ambito della poesia, in opposizione alla politica attuata dai Savoia, ovvero quella dell’italianizzazione, il cui fulcro era l’insegnamento della lingua italiana. Questo sentimento patriottico fu il cardine degli eventi che portarono a quel 28 aprile del 1794, a Sa Die de Sa Terra Nosta.
