NON CI VUOLE UN EINSTEIN. ANZI SÌ!
LA VICENDA DELLE PALE EOLICHE A BITTI INGIGANTISCE LA DIVERGENZA DI INTERESSI FRA SARDEGNA E STATO ITALIANO

La vicenda dell’Einstein Telescope è emblematica della divergenza di interessi fra Sardegna e Italia.
Non c’è bisogno di essere Einstein per capirlo ma l’Einstein Telescope può aiutare a ingigantire i dettagli e vedere con chiarezza che i sardi devono organizzarsi per difendere se stessi e i propri interessi, che le nostre comunità devono unirsi al di là di colori di parte per difendere il proprio diritto ad uno sviluppo sostenibile e che la politica sarda dovrebbe finalmente liberarsi da complessi di subalternità e da fedeltà partitiche romane se vuole davvero stare dalla parte dei sardi.
Usiamo dunque il telescopio e guardiamo la realtà.
La Sardegna, per le sue caratteristiche ambientali e antropiche, potrebbe essere il cuore di uno dei progetti scientifici più importanti a livello mondiale. Un domani i media di tutto il mondo potrebbero dire “La scoperta è stata fatta all’Einstein di Lula, in Sardegna” come oggi si dice “La scoperta è stata fatta al Cern di Ginevra, in Svizzera”.
Questa possibilità di mettere la Sardegna al centro del mondo e darle una possibilità di uno sviluppo economico basato sulla scienza, la ricerca, la tecnologia e l’ambiente è messa a rischio dallo Stato italiano, che ha deciso di autorizzare un parco eolico laddove regna e dovrebbe continuare a regnare quella quasi totale assenza di vibrazioni che serve a captare le sfuggenti onde gravitazionali che sono l’obbiettivo del Telescopio Einstein.
Perché lo Stato italiano mette a rischio un progetto di così grande valore? Perché mette a rischio un progetto che vale 7 miliardi di euro di indotto e almeno 20.000 posti di lavoro? Che vantaggio ne ha, considerato che si stima che il progetto potrebbe valere il 2% del Pil italiano?
Viene il fondato sospetto l’Italia pensi che questi soldi e che questi vantaggi sul PIL non la riguardino. Viene il fondato sospetto che il vero problema per l’Italia sia che il progetto è in Sardegna, che porterebbe prestigio, ricchezza e visibilità internazionale alla Sardegna.
E l’Italia sa benissimo che la Sardegna è altro, che se la Sardegna cresce in prosperità, occupazione e coscienza di sé non potrà che camminare verso l’autodeterminazione.
Noi sardi lo sappiamo? Perché se non vogliamo perdere questa incredibile occasione è il caso che ci muoviamo compatti per piegare lo Stato italiano ai nostri interessi natzionali.
A innantis! ![]()
Franciscu Sedda
