“MAMMA FALLO TU, IO NON CI RIESCO“
SULLA FOLLE CESSIONE DI INFRASTRUTTURE E SOVRANITÀ DA PARTE DI SOLINAS & CO

SULLA FOLLE CESSIONE DI INFRASTRUTTURE E SOVRANITÀ DA PARTE DI SOLINAS & CO
di Paolo Musu
Chi sono i protagonisti di questa storia?
Il primo è ARST, o meglio Azienda Regionale Sarda Trasporti, con socio unico la Regione Autonoma della Sardegna.
Come rilevabile dalla visura la società ha per oggetto il trasporto di persone e/o cose per via terrestre, ferroviaria o metro ferroviaria, navale e addirittura aerea. In completo accordo con lo statuto della Regione Autonoma che detiene potestà legislativa in materia di trasporti su linee automobilistiche e tramvie, linee marittime ed aree di cabotaggio fra i porti e gli scali dell’Isola.
Il secondo è RFI, società che si occupa della gestione dell’infrastruttura ferroviaria italiana, partecipata al 100% da Ferrovie dello Stato Italiane.
ARST, nel settore ferroviario, è presente attraverso cinque linee:
• Monserrato – Isili
• Macomer – Nuoro
• Sassari – Alghero
• Sassari – Sorso
• Sassari – Nulvi
È proprio la linea ferroviaria Macomer-Nuoro la protagonista delle cronache di questi giorni.
Infatti, con una mozione bipartisan promossa dall’attuale governo isolano a trazione sardista-leghista politicamente connotato da posizioni autonomiste-federaliste, la politica isolana prepara la cessione della linea dall’ARST a RFI in modo da farla rientrare nelle opere nazionali italiane che potranno a beneficiare dei fondi PNRR destinate a infrastrutture e trasporti.
L’obiettivo è nobile, cioè quello di portare la linea ferroviaria da scartamento ridotto a scartamento ordinario per poter finalmente concedere ai cittadini del centro Sardegna una linea moderna e veloce.
Ma se l’intento pare nobile i modi della sua realizzazione suonano folli. Noi Sardi dovremmo infatti chiederci: perché è necessario cedere un pezzo delle nostre infrastrutture allo Stato italiano per poter spostarci come in una moderna nazione? Perché se nella mozione n. 304 del 06/07/2021, discussa in Consiglio, è stato considerato che i costi per il potenziamento sono contenuti questo intervento non è stato fatto da noi sardi? Perché se la Regione Autonoma della Sardegna ha potere in materia deve cedere pezzi di sovranità, o come in altri casi deve chiedere un commissario perché incapace di portare avanti gli interessi dei propri cittadini? E soprattutto perché per nessuno tutto ciò è un problema?
Le risposte sono da ricercare nella coscienza di ognuno di noi e molto probabilmente sono nascoste bene nelle inutili polemiche di questi giorni su argomenti ideologici di politica italiana che hanno l’unico effetto di distogliere l’attenzione da argomenti di interesse comune per i sardi. Si, proprio quelli che permettono alle persone di recarsi a lavoro o di tornare a casa dai propri cari.
A innantis! ![]()
Paolo Musu
