SA MATESSI DIE – 6 Febbraio 2005
Continuano le esercitazioni della Nato in tutta la Sardegna
Continuano le esercitazioni della NATO in otto siti dell’isola sottoposti a “servitù miltare” La Maddalena, Tavolara, Poglina, Capo Frasca, Perdasdefogu, Decimomannu, Cagliari, Capo Teulada.
Il Comitato paritetico nato nel 1976, che dovrebbe esercitare una funzione di controllo, ha scarsa udienza presso i vertici militari. Fra l’altro la Regione vanta un credito di oltre 30 milioni di Euro come indennizzo per l’uso di oltre 37 mila ettari di territorio sotto controllo militare.
Crescono in questo periodo le proteste delle popolazioni dei pescatori.
A partire dagli anni ’50 la NATO ha assegnato all’isola il ruolo di piattaforma addestrativa per la sua posizione periferica rispetto alla “soglia di Gorizia”, punto operativo dell’apparato militare italiano. Contemporaneamente nascono le tre grandi basi addestrative di Teulada, Salto di Quirra e Decimomannu – Capo Frasca
7 gennaio 1952 – Sottoscritto l’accordo di “Mutua Sicurezza”
Negli anni ’50, gli Stati Uniti stipularono con il governo italiano una serie di accordi, relativi anche a una lista delle Infrastrutture Bilaterali.

Nell’ambito dell’Accordo bilaterale di “Mutua Sicurezza” gli Stati Uniti reclamarono delle postazioni in territorio italiano. Due anni dopo, a seguito del “Bilateral Infrastructure Agreement” (B.I.A.) del 20 ottobre 1954, venne dato il via libera per la creazione di nuove installazioni, due delle quali previste in Sardegna, nei territori di La Maddalena e di Cagliari.
11 agosto 1972 -La Maddalena diventa una base-appoggio degli Stati Uniti
La base nacque ufficialmente l’11 agosto 1972.
Gli americani ottennero il territorio con un accordo bilaterale segreto tra il governo italiano e quello statunitense, stipulato in esecuzione del precedente accordo siglato nel 1954.
Situata nell’Isola di Santo Stefano, secondo il trattato degli anni ’50 la base sarebbe dovuta essere un deposito carburanti: nel 1972 fu invece attuata una modifica per cui la base divenne “Punto di approdo per una nave appoggio della U.S. Navy per sommergibili di attacco”.
24 dicembre 1976 – Nasce la prima legge sulle servitù militari
Il 1976 si chiuse con l’importante emanazione della legge 898: la nuova normativa, che disciplina tutta la materia delle servitù militari, pose fine alla supremazia degli interessi della Difesa nazionale rispetto a quelli locali. Con questa legge fu infatti istituito, per ogni regione italiana, il Co.Mi.Pa, Comitato Misto Paritetico. Le esercitazioni militari, le nuove installazioni militari e le relative servitù vengono da allora sottoposte obbligatoriamente al parere del Comitato, che deve valutare la compatibilità dei programmi militari con i piani di sviluppo territoriali.

10 aprile 1981 – Il Consiglio Regionale e la conferenza regionale sulle servitù militari
Nell’aprile dell’81 il Consiglio regionale convocò una importante riunione. L’argomento di discussione riguardava le decisioni prese dalla Commissione di Difesa della Camera il 10 gennaio 1980 per l’attuazione di un “piano per la ridislocazione delle forze armate su territorio nazionale finalizzato ad alleggerire le relative installazioni militari e servitù nelle regioni Friuli Venezia Giulia e Sardegna”.
Durante la riunione al Consiglio regionale fu infatti discusso e approvato l’ordine del giorno Cogodi – Cannoni – Corona – Rojch nel quale si sollecitava il Governo ad attuare le decisioni prese. La Giunta si impegnò a convocare in tempi brevi una conferenza regionale sul “problema delle servitù e installazioni militari in Sardegna coinvolgendo”, così come specificato nell’ordine del giorno, “le forze vive della società sarda e le rappresentanze istituzionali dei Comuni sardi più direttamente interessati”.
La Conferenza regionale si svolse nello stesso mese di aprile, prima di quella statale voluta dal presidente del Consiglio Forlani e dal Ministro della Difesa Lagorio.
5 e 6 maggio 1981 – Conferenza nazionale sulle servitù militari
La Conferenza fu richiesta dal presidente del Consiglio Forlani e dal Ministro della Difesa Lagorio. In conseguenza della legge 898/1976 si evidenziò una forte presenza di servitù militari in Sardegna, molto più elvata rispetto a quella sul territorio italiano.
Il governo riconobbe la gravosa situazione dell’isola, assumendo impegni per un piano di redistribuzione delle servitù nel territorio dello stato italuano. In particolare il Ministro Lagorio si impegnò a “ricercare in relazione agli esiti della Conferenza, la riduzione quantitativa e qualitativa dei gravami connessi con le esercitazioni a fuoco delle unità terrestri e aeree della Sardegna”.
22 marzo 1986 – Accordo tra Giovanni Spadolini e Mario Melis
Il 22 marzo 1986 arriva in Sardegna il Ministro della Difesa Giovanni Spadolini per risolvere la scottante questione di “Punta dello Zucchero”.
Uno dei problemi relativi alla base americana di La Maddalena era legato alla compatibilità dei due impianti: il deposito di carburanti è infatti adiacente alla nave appoggio per i sommergibili nucleari. Il Co.Mi.Pa. richiese più volte il documento di compatibilità, senza ottenerlo. Per contro, le servitù venivano prorogate, contro il parere del Comitato, con successivi decreti ministeriali.
Nel gennaio del 1986 il presidente della Giunta Mario Melis ricorse al TAR, per l’annullamento del decreto del 15 ottobre 1985, che prorogava la servitù su “Punta dello Zucchero”. Il ricorso non fu accolto, ma portò in Sardegna Spadolini. Il Ministro si impegnò formalmente per costituire entro 15 giorni una Commissione composta di rappresentanti del Ministero della Difesa e della Regione con poteri istruttori e di proposta, con il compito di redigere una mappatura dei beni considerati dismissibili.
2 maggio 1990 – Legge per tutelare le regioni maggiormente oberate da servitù
La Sardegna, ottenne nel 1990 l’emanazione di una nuova legge sulle servitù militari che apportava diverse modifiche e integrazioni alla precedente legge 898/1976.
In base alla nuova normativa emanata, ogni cinque anni viene stilato un elenco delle regioni maggiormente oberate da servitù militari: già dal primo elenco stilato la Sardegna risultò al primo posto.
La legge ha previsto l’erogazione di un contributo annuo in base alla percentuale dei gravami militari da destinare ai comuni più oberati.
Il contributo viene utilizzato per la realizzazione di opere pubbliche e servizi sociali laddove le esigenze militari incidono maggiormente sull’uso del territorio e sui programmi di sviluppo economico e sociale.
9 agosto 1999 – Indennizzi, protocollo d’intesa tra Palomba e D’Alema.
Nell’agosto del 1999 il Presidente della Giunta Federico Palomba sigla con il Ministero della Difesa Massimo D’Alema, un protocollo d’intesa sulla regolamentazione degli indennizzi.
In base al protocollo gli indennizzi sono riconosciuti non solo ai proprietari degli immobili, ma anche ai pescatori per il fermo pesca nelle zone interessate dalle esercitazioni.
8 settembre 2005 – Il Presidente Soru con il Ministero della Difesa firmano un protocollo aggiuntivo che stabilisce i criteri per il calcolo dell’indennizzo aggiuntivo dovuto agli operatori economici delle marinerie di Teulada e Sant’Anna Arresi.
18 dicembre 2017 Il Presidente Francesco Pigliaru firma l’intesa con il Governo italiano per un cronoprogramma che definisce i tempi certi entro i quali le parole devono diventare atti concreti: riduzione concreta, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo degli impatti della presenza militare su tutto il territorio
8 gennaio 2019
Sempre il Presidente della Regione Francesco Pigliaru incontra a Roma il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta.
Al centro dell’incontro, l’immediata esecuzione della cessione anticipata della spiaggia di Porto Tramatzu a Teulada.
Il rilascio comprende, la spiaggia e una porzione del terreno retrostante.
Il Ministero della Difesa ha formalmente avviato le procedure con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per la cessazione della concessione marittima sulla spiaggia e l’iter legislativo per la cancellazione della spiaggia di Porto Tramatzu dall’elenco delle zone portuali e delle aree demaniali di interesse di sicurezza nazionale italiana. Lo schema di Decreto alla firma del Presidente del Consiglio prevede anche l’avvio dei procedimenti finalizzati al rilascio delle spiagge di Capo Frasca S’Enna e S’Arca e Punta de S’Achivoniù.
Fonti:
