SA MATESSI DIE – 4 Febbraio 2025
Muore l’Aga Khan, il benefattore discusso: tra sviluppo e lusso, l’eredità complessa di un visionario
Si è spento all’età di 88 anni il principe Karim Al-Hussaini, noto come Aga Khan IV, 49º Imam ereditario dei musulmani sciiti ismailiti.
Nato il 13 dicembre 1936 a Ginevra, in Svizzera, assunse la guida spirituale della comunità ismailita nel 1957, a soli 20 anni, succedendo al nonno, Aga Khan III.
Durante il suo lungo impegno, ha fondato e presieduto l’Aga Khan Development Network, un’organizzazione che investe annualmente circa un miliardo di dollari in progetti di sviluppo in oltre 30 paesi, focalizzandosi su istruzione, sanità e ambiente.
Oltre al suo ruolo spirituale e filantropico, l’Aga Khan ha lasciato un’impronta indelebile in Sardegna.
Nel 1962, affascinato dalla bellezza incontaminata della Gallura, fondò il Consorzio Costa Smeralda, trasformando una porzione del litorale nord-orientale dell’isola in una meta esclusiva per il turismo di lusso.
Questo progetto portò alla nascita di Porto Cervo e all’istituzione dello Yacht Club Costa Smeralda nel 1967.
Tuttavia, l’ambiziosa trasformazione della Costa Smeralda non è stata esente da critiche.
Alcuni hanno accusato l’Aga Khan di aver promosso uno sviluppo turistico elitario, poco integrato con il tessuto sociale ed economico locale, e di aver contribuito all’aumento dei prezzi immobiliari, rendendo la zona inaccessibile ai residenti sardi.
Altri hanno sottolineato che l’enfasi sul turismo di lusso ha portato benefici economici limitati alla popolazione locale, con una parte significativa dei profitti che fluisce verso investitori esterni.
Oltre alla trasformazione della Gallura in una meta di lusso, l’Aga Khan ha avuto un impatto decisivo anche sui trasporti della Sardegna, fondando nel 1963 l’Alisarda, l’unica compagnia aerea che la Sardegna abbia mai avuto.
Nata per garantire collegamenti efficienti tra la Sardegna e l’Italia, Alisarda si trasformò poi in Meridiana, contribuendo per decenni a rendere la Sardegna più accessibile e riducendo l’isolamento geografico.
Senza l’intuizione dell’Aga Khan, probabilmente la Sardegna non avrebbe mai avuto una propria compagnia aerea, né una visione strategica che guardasse al turismo e alla connettività come strumenti di sviluppo.
Eppure, anche su questo punto le opinioni restano divise: se da un lato il principe ha portato innovazione e infrastrutture, dall’altro il modello di sviluppo proposto ha lasciato la Sardegna sempre dipendente dall’esterno, senza mai costruire un’alternativa strutturale autonoma.
Dopo la cessione e il declino di Meridiana, la Sardegna è tornata a essere ostaggio della continuità territoriale e delle decisioni di vettori stranieri, confermando che, forse, il vero problema della Sardegna non è mai stato chi l’ha valorizzata, ma chi non ha mai saputo raccoglierne davvero l’eredità.
Nonostante queste critiche, è innegabile che l’Aga Khan abbia svolto un ruolo cruciale nel posizionare la Sardegna sulla mappa del turismo internazionale, contribuendo allo sviluppo infrastrutturale sardo e promuovendo la sua immagine a livello globale.
La sua visione ha trasformato una Terra allora remota in una destinazione rinomata, lasciando un’eredità complessa che continua a suscitare dibattiti sul bilanciamento tra sviluppo economico e sostenibilità sociale e ambientale.
Fonti: varie
