SA MATESSI DIE – 9 Febbraio 1966

Nasce la campagna pubblicitaria del progetto di sviluppo “Rinascita”
Viene presentato in Consiglio regionale il Piano quinquennale 1965-1969.
Sarà approvato il 26 maggio. Il 1966 è un anno chiave nella storia della Rinascita. Siamo alla prima fase del Piano, ma il nuovo assessore alla Rinascita, il sassarese Pietro Soddu, DC, 37 anni, vuole imprimere una più decisa svolta alla pianificazione regionale.
Il piano è in effetti fortemente innovativo alle esperienze di programmazione, non foss’altro per la decisione di chiamare le comunità di base a partecipare al processo di sviluppo. In luogo di le “Zone omogenee” che avevano accompagnato le prime fasi del Piano, nascono le “Superzone”, che tendono ad aggregare in sole 6/7 unità tutte le realtà isolane. Per chiamare a raccolta i sardi intorno al programma si pensa di usare anche i mezzi moderni della comunicazione.
Si lancia una vasta campagna di propaganda, che punta soprattutto sulla televisione (il sociologo sardo Luca Pinna, e il regista Beppe Lisi, girano un lungo servizio sulla Sardegna che “rinasce”) il cinema, la pubblicità sui giornali e sui muri.
Lo slogan che diventerà presto famoso dice: “Nella Rinascita della Sardegna c’è un posto anche per te”. Polemiche da parte delle opposizioni, le quali obiettano che non si può andare a promettere “il posto a tanta gente che lo aspetta inutilmente da anni”.
In realtà, spiegheranno i responsabili dell’operazione quel termine “posto” piuttosto voleva significare la filosofia della partecipazione e del coinvolgimento, “ruolo”, “compito”.
Comunque, lo slogan viene modificato e diventa “Nella Rinascita della Sardegna c’è bisogno anche di te”. Che è giusto ma è meno efficace del primo, tant’è vero che sebbene la campagna sia stata fatta – secondo i suoi autori – per il 30% con lo slogan iniziale e il 70% con lo slogan “aggiustato”, lo slogan che è sopravvissuto nella memoria collettiva è proprio quello che aveva avuto minor vita.
Fonti: Cronologia della Sardegna contemporanea di Manlio Brigaglia e Salvatore Tola
Rubrica a cura di Ornella Demuru
