L’ALBERO VERDE È DEI SARDI!

A innantis! ringrazia iRS per il suo comunicato e il suo maldestro tentativo di disboscamento.
In primo luogo, grazie per la pubblicità che state facendo al progetto che stiamo costruendo, che ha l’obiettivo di portare una fetta maggioritaria dell’elettorato sardo verso una politica di autodeterminazione e far entrare nel parlamento sardo un indipendentismo consapevole, onesto, concreto.
In secondo luogo, grazie perché con questa vostra uscita state dimostrando, ancora una volta, di non saper distinguere fra un simbolo di partito, come un albero nero, e la bandiera nazionale dei sardi, l’Albero verde in campo bianco. Così facendo iRS attacca l’Albero verde con una veemenza che ricorda quella del vecchio invasore catalano-aragonese.
Grazie ancora perché questa azione ci permette di ricordare che il simbolo di iRS è farina del sacco del presidente di A innantis!, Franciscu Sedda, che di iRS è stato ideatore, fondatore e guida: nessuno di coloro che oggi parlano a nome di quella sigla aveva idea, agli inizi del 2000, di cosa fosse il Medioevo della Sardegna e quale fosse il suo valore simbolico, politico, popolare.
Ma soprattutto complimenti, perché tutto ciò dimostra che iRS – ormai da anni in una crisi di idee e progettualità – dopo aver campato a lungo dell’elaborazione di Franciscu Sedda e di tanti altri che da quel movimento furono costretti ad allontanarsi per salvare il proprio onore e la propria fedeltà ai principi di non violenza e democrazia, oggi può al massimo ambire a provare, senza successo, a far danno a chi come noi e Alessandra Todde può battere le destre e concretizzare l’aspirazione di tanti sardi di vedere un maturo indipendentismo progressista avanzare e incidere sul governo della Sardegna.
Ciò detto, si avrebbe gioco facile a ricordare agli attuali dirigenti di iRS o di qualunque altro partito, che l’Albero verde è dei sardi ed è a disposizione di chiunque, come lo sono tutti i simboli storici, politici e nazionali.
Non solo, la storia medievale sarda conserva tante bellissime fogge del nostro Albero natzionale, tutte capaci di trasmettere il senso dell’immortale desiderio di libertà dei sardi se ad utilizzarle sono persone che ne conoscono la storia e la sanno tradurre nel presente.
Infine, ricordatevi che dopo 25 anni di lavoro politico e culturale il nome di Franciscu Sedda e quello di A innantis! sono talmente associati all’Albero verde che la maggior parte dell’elettorato lo vedrebbero anche se non ci fosse!
Dunque, iRS si metta l’anima in pace: l’Albero verde in campo bianco, con una foggia o con l’altra, direttamente o indirettamente visibile, continuerà ad essere al cuore dell’azione e della comunicazione di A innantis! per dare ai sardi la possibilità di indicare chiaramente la volontà di ritornare al futuro, ad un futuro diverso e pieno della nostra storia migliore, un futuro fatto di emancipazione, autodeterminazione e indipendenza.
A innantis! ![]()
