La lingua sarda al FestivalScienzaCagliari

Stasera a Cagliari ho partecipato con entusiasmi ad un evento in cui si parlava, in sardo, di vera Rivoluzione: quella degli astri.
Con il libro Universu a Bolu, il ricercatore di unica, Matteo Tuveri ci ha illustrato un nuovo modo di fare divulgazione scientifica in sardo, non solo grazie all’utilizzo della lingua ma proprio grazie all’utilizzo de is contus, de is contixeddus e de is diccius sardus.
Insomma, l’universo comunicativo sardo con le sue metriche, i suoi suoni e le sue metafore garantisce un nuovo modo di studiare e raccontare l’universo della fisica.
Matteo ci ha raccontato come nel corso dei secoli tante lingue sono state utilizzate per la scienza e come ognuna di esse abbia portato con sĆØ un modo diverso di approcciarsi allo studio e alla divulgazione della realtĆ , portando di volta in volta a nuove scoperte nei vari campi.
Ć stato bellissimo vedere finalmente un evento importante come il FestivalScienzaCagliari ospitare interventi come quello di Matteo e del prof Mariano Cadoni tenuti in sardo, perchĆØ quello che finalmente bisogna far capire ĆØ che la Sardegna con la sua cultura e le sue caratteristiche potrebbe contribuire davvero al mondo della scienza!
Posso citare il progetto Aria, impianto per distillare l’Argon-40 a Sureci, e L’Einstein Telescope a Lula, come prove tangibili dell’alleanza tra fisica e Sardegna e di come possano produrre modelli di sviluppo e posti di lavoro di qualitĆ .
GrĆ tzias po su traballu chi ses faendi e sigheus de aicci, sigheus
A innantis!![]()

