SA MATESSI DIE – 8 novembre 1926

L’intellettuale sardo Antonio Gramsci viene incarcerato dal regime fascista
Esattamente 95 anni fa Antonio Gramsci finiva di essere un uomo libero, a causa della repressione del dissenso attuata dal regime fascista.
Antonio Gramsci, il grande intellettuale sardo, nato ad Ales nel 1891, l’8 novembre 1926 in violazione dell’immunità parlamentare, viene arrestato a Roma e rinchiuso nel carcere di Regina Coeli.
Il processo a ventidue imputati comunisti, fra i quali Umberto Terracini, Mauro Scoccimarro e Giovanni Roveda, iniziò sempre a Roma il 28 maggio 1928; Mussolini aveva istituito il 1º febbraio 1927 il Tribunale Speciale Fascista. Presidente è un generale, Alessandro Saporiti, giurati sono cinque consoli della milizia fascista, relatore l’avvocato Giacomo Buccafurri e accusatore l’avvocato Michele Isgrò, tutti in uniforme; intorno all’aula, «un doppio cordone di militi in elmetto nero, il pugnale sul fianco ed i moschetti con la baionetta in canna».
Gramsci è accusato di attività cospirativa, istigazione alla guerra civile, apologia di reato e incitamento all’odio di classe.
Il pubblico ministero Isgrò concluse la sua requisitoria con una frase rimasta famosa: «Per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare»; e infatti Gramsci, il 4 giugno, venne condannato a venti anni, quattro mesi e cinque giorni di reclusione; il 19 luglio raggiunse il carcere di Turi, in provincia di Bari.
Giornalista, pensatore, militante di sinistra, fondatore del Partito Comunista Italiano e del quotidiano l’Unità , Gramsci, anche da dietro le sbarre, non rinuncerà però ad alzare, forte, la propria voce, dissidente e libera.
I suoi scritti dalla prigionia diventeranno i celeberrimi “I quaderni del carcere”.
Verrà rilasciato in libertà condizionata solo nel 1935, ormai gravemente malato e prossimo alla morte, avvenuta il 21 aprile 1937.
Per approfondire:
“Tre colpi di frusta per salutare il capo del partito: così un vecchio carrettiere salutava ogni giorno Gramsci, rinchiuso nella clinica del dottor Cusumano a Formia.
La clinica, ora abitazione civile, è un palazzo a tre piani, in periferia, con la vista sul mare. Gramsci arrivò a Formia il 7 dicembre 1933, trasferito, sempre in stato di detenzione, dal carcere di Turi, dopo una breve sosta nell’infermeria del carcere di Civitavecchia…
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Fonti: L’Unione Sarda, Il MessaggeroRubrica a cura di Ornella Demuru
