SA MATESSI DIE – 4 luglio 1409
Muore Martino il Giovane sfinito dalla Bella di Sanluri

Sono trascorsi soltanto 4 giorni da “sa batalla” dove i sardi subirono la drammatica sconfitta e l’infante catalano, Martino I detto Il Giovane, muore a Cagliari lasciando senza discendenza la prestigiosa dinastia catalana.
Leggenda vuole che Martino, essendo al settimo cielo, per la vittoria sui sardi, che arrivò dopo circa 60 anni, si lasciò andare ai festeggiamenti più sfrenati: insieme alle sue truppe, bevvero a dismisura, saccheggiarono i territori vicini, uccisero e violentarono senza sosta gli abitanti che incappavano nel loro cammino.
Durante una di quelle notti, nonostante la salute di Martino fosse ampiamente compromessa a causa della malaria contratta durante la battaglia, egli diede ordine ai suoi uomini di trovare la ragazza più bella del luogo e di portargliela immediatamente.
L’esercito cercò a lungo e dopo diversi giorni trovarono Giovanna, una giovane donna bellissima, abitante di Sanluri. La leggenda narra di come Giovanna si ritrovò vittima del tiranno, obbligata a soddisfare ogni sua voglia e desiderio, senza poter mai rifiutare.
Così, nel cuore della donna, crebbe un desiderio di vendetta e ribellione sempre maggiore e, grazie all’unica arma che possedeva, la sua bellezza, decise che non avrebbe mai più subito le vessazioni di Martino.
Sono molteplici le storie che riportano le modalità con cui Giovanna si vendicò: alcune sostengono che abbia adoperato un veleno molto potente, altre, la maggior parte, dicono che la ragazza sfinì il re con numerosi amplessi, facendolo letteralmente spirare tra le sue braccia.
Gli abitanti del luogo pensarono che con quell’atto, la bella Giovanna si fosse vendicata non solo degli abusi subiti, ma anche della violenta strage fatta da Martino I e dalle sue truppe.
Martino morì, a soli 35 anni d’età . Lasciò un testamento in cui ricordava i due figli illegittimi con le rispettive madri e la moglie, Bianca (filium nostrum don Fredericum natum ex…Tarsie muliere…Blanca consors nostra…filiam nostrum naturalem…Violanti… Agatuciam matrem dicte Violantis).
Fu sepolto nel Duomo di Cagliari in un magnifico mausoleo, dove ancora giacciono le sue spoglie.
Nessuno dei figli nati dai due matrimoni era sopravvissuto all’infanzia, l’unico discendente maschio di Martino fu quindi un figlio illegittimo, Federico di Luna, che il nonno, Martino il Vecchio, cercò di far legittimare per nominarlo suo erede della Corona d’Aragona, senza riuscire a portare a termine l’operazione, e il successivo arbitrato, che è passato alla storia come Compromesso di Caspe, lo escluse dalla successione.
Dopo la sua morte, suo padre Martino il Vecchio, divenne re di Sicilia col nome di Martino II. Questa successione, per mancanza di prole dell’anziano sovrano, fece estinguere la secolare casata dei conti-re di Barcellona.
Si può dunque dire che “sa batalla” pose fine non solo all’indipendenza dei sardi ma anche a quello dei catalani, che con la morte di Martino il Giovane, segnava l’inizio di quel percorso di una crisi politica che si sarebbe conclusa con l’integrazione della Corona d’Aragona nella Corona di Spagna.
Fonti:
Filolofiasarda.eu, Cronologia della Sardegna
Wikipedia
Rubrica a cura di Ornella Demuru
